«Naturalmente» disse allora Lund «è del tutto impos­sibile consentire che questo popolo rimanga sulla Terra. Una cosa simile stabilirebbe un fatale precedente per gli altri pia­neti morenti, la cui popolazione deve pure essere trasferita. La mia idea è dunque...»

Qualunque fosse la proposta di Lund, nessuno la poté udire perché Kenniston, fulmineo, lo aveva atterrato con un pugno.

«All’inferno, voi e le vostre idee!» gridò. Poi si avvicinò ancor più allo schermo. «Vi chiedo formalmente di revoca­re l’ordine di evacuazione» proruppe.

L’uomo più vecchio allargò le mani in uno stanco gesto di diniego.

«Questo non è possibile» rispose.

«Allora» insistette Kenniston duramente «mi appello, contro la vostra decisione, al Comitato dei Governatori, in seduta plenaria!»

A queste parole seguì un attimo di silenzio impacciato. Tutti gli occhi, dentro e fuori lo schermo, si fissarono su Ken­niston.

«Così, il selvaggio ha imparato la legge!» esclamò Lund, che si era rimesso dal pugno sferratogli da Kenniston. Poi rise. «Ma, naturalmente... Gorr Holl e i suoi amici gli hanno insegnato la lezione.»

Varn Allan si avvicinò a Kenniston.

«È una perdita di tempo» disse. «Il Comitato dei Go­vernatori confermerà l’ordine già emesso.»