«Proprio così!» approvò l’uomo più giovane dallo schermo. «È semplicemente uno stratagemma per guada­gnare tempo.»

«Ciò malgrado» dichiarò l’umanoide, osservando Ken­niston con uno sguardo lievemente divertito nei suoi occhi felini «la sua richiesta è perfettamente legale.»

L’uomo più vecchio sospirò.

«Sì» disse guardando Kenniston. «Sono costretto, dalla legge della Federazione, a concedervi il diritto di appel­lo. Ma vi avverto che ciò che ha detto l’amministratrice Allan è vero. Il Comitato dei Governatori non farà che ratificare la nostra decisione.»

«Ebbene, nel frattempo» incalzò Kenniston «vi chie­do di ritirare dalla Terra le navi spaziali che hanno provocato questa situazione critica.»

L’uomo più vecchio fece con riluttanza un cenno di as­senso.

«Anche questa è una legittima richiesta. Le navi spaziali verranno temporaneamente richiamate a Vega. E voi verrete con loro, poiché gli appelli al Comitato dei Governatori deb­bono essere fatti di persona.»

Di persona? Il significato di quelle due semplici parole colpì Kenniston come una mazzata e lo fece quasi barcollare, sostituendo alla sua vaga speranza una più vertiginosa e per­sonale emozione.

Quelle due parole significavano... significavano che lui, John Kenniston, avrebbe dovuto lasciare la Terra, avrebbe dovuto lanciarsi nell’abisso oscuro, fuori, nello spazio, at­traverso metà dell’universo stellato, dietro una speranza perduta.

Avrebbe dovuto andare in un mondo sconosciuto, incredi­bilmente lontano, per difendere la causa di Middletown da­vanti a esseri sconosciuti, con tutte le probabilità contro di lui! Capiva ora ciò che Gorr Holl aveva voluto dire: “...nella posizione nella quale ti trovi, non sarà una cosa facile”.