L’irrealtà d’incubo di tutta quella situazione colpì Kenniston nuovamente, mentre raccoglieva in fretta gli oggetti di cui avrebbe potuto aver bisogno. Era proprio come fare la valigia per un viaggetto di una giornata a Pittsburgh o a Chi­cago, invece che per un viaggio attraverso la Galassia. Pareva incredibile che una cosa del genere dovesse capitare a lui...

L’espressione di Carol, quando arrivò, non gli fu di alcun conforto. Era pallidissima, e quando Kenniston l’abbracciò e cercò di spiegarle la cosa, lei si limitò a dire: «No, Ken... no! Non puoi andare! Tu non sei come loro! Morirai lassù!»

«Non morirò, e potrò forse essere utile a tutti» le rispo­se Kenniston. «Ascoltami, se riesco... se riesco a trovare una via d’uscita per tutti noi, questo compenserà un poco l’accusa di aver attirato tanta sventura su Middletown, a cau­sa del Laboratorio, non ti sembra? Non ti sembra?»

Ma Carol non lo ascoltava nemmeno. Lo guardava in viso, stringendolo a sé con espressione an­gosciata. Poi disse, d’improvviso: «Sei tu, che vuoi andare!»

«Sono io che voglio andare?» ripeté Kenniston. «Ho una paura folle, invece! Mi si arriccia la pelle, solo a pensar­lo! Ma debbo andare, ecco, debbo andare!»

«Sei tu, che vuoi andare» ripeté Carol, e lo guardò nuo­vamente, come se una barriera sorgesse davvero e definitiva­mente fra loro. «Questa è la diversità, fra noi due: è sempre stato così. Io desidero solo le vecchie cose tanto amate. Tu desideri invece le cose nuove.»

Il tempo passava rapidamente, e una specie di disperazio­ne si impadronì di Kenniston. Abbracciò Carol strettamente, con una specie di brutale parossismo, come se volesse, con quella stretta, difenderla contro quella intangibile marea che li divideva sempre più.

«Me ne vado» disse. «Vado a fare ciò che posso per tutti noi. E tornerò come prima, hai capito? E tu mi aspette­rai, Carol!»

La baciò un’ultima volta, ed ella gli restituì il bacio con una strana tenerezza, come se pensasse di non rivederlo mai più, e ricordasse in quel momento tutte le belle giornate sere­ne che avevano trascorso insieme.

Quando la lasciò andare, gli occhi di Carol erano pieni di lacrime.