«C’è una grande differenza» ella disse, ansiosamente. «Posso aver commesso degli errori nel trattare col vostro popolo, ma il mio desiderio è sempre stato quello di effettua­re una evacuazione tranquilla, pacifica. Lund vorrebbe inve­ce risolvere con la forza il problema della Terra... vorrebbe cioè che l’evacuazione fosse forzata.»

«Forzata?» ripeté Kenniston, irrigidendosi. «Ma ho detto chiaramente ad ambedue cosa significherebbe, se vi metteste in mente di usare la forza!»

«Lo so, e vi credo abbastanza per desiderare di risolvere pacificamente questo problema dell’evacuazione, anche se ciò dovesse rendere necessario un ritardo. Questa è la mia idea sui compiti di un’amministratrice. Ma Lund sa benissi­mo che, a causa della vostra strana situazione, e del fatto che questo caso della Terra rimette in discussione la lunga con­troversia circa l’evacuazione dei mondi, tutti gli occhi saran­no puntati su quella seduta, ed egli vuole approfittarne, a ogni costo, senza curarsi degli effetti disastrosi che il suo comportamento potrebbe avere per la Terra.»

La sua logica era molto chiara, e combinava perfettamen­te con quanto Kenniston sapeva già sul conto di Lund. Una intensa e più forte preoccupazione lo invase.

«Ma che cosa potrebbe dire Lund, sulla Terra o sul pro­blema della Terra, che possa costituire un colpo di scena alla seduta?» domandò.

Varn Allan scosse il capo.

«Non lo so» disse. «Credevo che voi lo sapeste. Ma qualcosa ha in mente, di questo sono sicura.»

Kenniston rimase assorto.

«Non riesco a immaginarmi che cosa possa essere» dis­se. «Ma forse, Gorr e gli altri ne hanno un’idea. Voglio pro­vare a domandarlo a loro e cercar di scoprire che cosa sia.»

La guardò, così dicendo e, quali che fossero i suoi senti­menti verso di lei, dovette ammettere che era ormai convinto del suo sincero attaccamento al dovere e che, se anche le loro idee della giustizia non collimavano, ella non voleva tuttavia essere deliberatamente ingiusta. Le disse, perciò: «Vi rin­grazio per avermi avvertito. E... mi spiace ancora di essermi lasciato trasportare dal risentimento.»