La voce tranquilla, tagliente di Varn Allan interruppe i suoi pensieri turbinosi. In quel momento stava concludendo il suo rapporto su Middletown.

«Questa è una situazione molto complessa» diceva. «Nel trovare una soluzione per essa, vi chiedo di ricorda­re che questo popolo rappresenta un caso speciale, del qua­le non vi è alcun precedente nella storia. È mia convinzione che questo popolo abbia diritto a una speciale considera­zione.»

Vi fu una pausa, poi Varn Allan proseguì: «La mia racco­mandazione è perciò la seguente: che la proposta evacuazio­ne venga ritardata finché gli abitanti siano psicologicamente in grado di adattarsi all’idea di un trasferimento. Questo adattamento psicologico, a mio parere consentirebbe di ese­guire l’evacuazione senza difficoltà.»

Varn Allan guardò Norden Lund, che sedeva accanto a lei.

«Forse il viceamministratore Lund ha qualche cosa da aggiungere al mio rapporto.»

Lund sorrise.

«No. Mi riservo per più tardi il diritto di parlare.» I suoi occhi scintillavano di beffarda aspettativa.

Vi fu un momento di silenzio. Kenniston poteva udire il lieve e diffuso fruscio, il respiro e il fremito di quelle migliaia e migliaia di Governatori in ascolto.

Il Presidente, un uomo piccolo e dal viso intelligente, che rappresentava la voce del Comitato, l’interrogatore, e che se­deva alla medesima tavola con loro, disse allora: «Il Comi­tato dei Governatori riconosce a voi, Kenniston, il diritto di parlare in nome di Sol Tre.»

I Governatori di tutta la Galassia attendevano con impa­zienza che egli parlasse.