«Sì, abbiamo combattuto le nostre guerre! Dovevamo farlo, perché il pensiero e il progresso e la libertà potessero sopravvivere nel nostro mondo. Voi, voi ci dovete tutto questo! Ci dovete tutto questo, per gli uomini che sono morti, perché vi potesse un giorno essere una Federazione delle Stelle. Anche la potenza atomica, ci dovete! Noi ne abbiamo fatto un cattivo uso, ma è la forza che ha costruito la vostra civiltà, e siamo noi che ve l’abbiamo data!
«Pensate a queste cose, voi, uomini del futuro! Dalla Terra siete venuti, e tutta la vostra civiltà ha le sue radici nel nostro sangue. Voi vivete in pace perché gli uomini della Terra sono morti nelle guerre. Ricordatevi di questo, quando sedete sui vostri scanni, per giudicare il passato!»
Rimase ritto, in silenzio, tremante, e Varn Allan gli si avvicinò, per ricondurlo al suo posto.
Lund, che si era rimesso in piedi, disse: «Lascio che il gesto violento di Kenniston parli da sé, come mio argomento finale.» E sedette.
Il Presidente alzò di nuovo la mano e l’abbassò poi lentamente per indicare l’inizio della votazione.
Kenniston si accorse appena dell’operazione di voto. Lottava contro una marea sconvolgente di dubbi, di rabbia, di timori, in palpitante attesa delle parole del giudizio, che sarebbero presto state pronunciate. E infine, il momento venne.
«È decisione definitiva del Comitato dei Governatori che la popolazione di Sol Tre venga evacuata in conformità all’ordinanza ufficiale già emessa.
«Nessun esperimento del procedimento Arnol su scala planetaria può essere considerato cosa sicura, in questo momento.
«È desiderio dei Governatori che la popolazione di Sol Tre sia pacificamente assimilata nella Federazione. Si spera che il suo atteggiamento, nel futuro, sia tale da rendere ciò possibile. In caso diverso, dev’essere loro dimostrata l’inutilità di una resistenza armata.
«La seduta è tolta.»