Luci accecanti illuminavano il piccolo gruppo di bassi e lunghi fabbricati, il magazzino con le sue gru, e l’oscura massa metallica di un piccolo incrociatore spaziale dalle lamiere logorate dal lungo uso.
Verso una grande apertura sul fianco dell’incrociatore, Kenniston e i suoi tre compagni stavano spingendo con cura un grosso ordigno ovale, nero e massiccio, adagiato su di un grosso carrello.
«Non dovete aver paura... non vi è alcun pericolo di scoppio, perché manca l’elettrofusore» diceva Jon Arnol, in tono rassicurante.
«Se questa bomba atomica cambierà la faccia a un pianeta, debbo trattarla con molto rispetto!» bofonchiò Gorr Holl.
A Kenniston pareva di agire come in un sogno. Tutti quegli avvenimenti, che si susseguivano, gli sembravano frutto della fantasia di un cervello malato. Quella grossa massa nera che la sua mano toccava... come poteva cambiare il futuro di un mondo?
Cercò di allontanare quei dubbi. Gli scienziati di quell’assurdo mondo del futuro, maestri di una scienza che andava al di là della sua comprensione, avevano confermato la fondatezza della teoria di Arnol. Era questo che lo aveva spinto a formulare quel progetto, e a ciò doveva attenersi. Era troppo tardi, ormai, per avanzare altri dubbi.
Era stanco, stanco morto. Avevano lavorato senza tregua per tutta la giornata, lui, Gorr Holl e Magro, aiutando Arnol e i suoi tecnici a caricare masse di materiale e i misteriosi apparecchi necessari all’esperimento.
Il piccolo incrociatore spaziale era l’officina volante di Arnol. Lo aveva portato in molti voli spaziali scientifici attraverso tutta la Galassia. E i giovani tecnici delle officine, che avevano lavorato e sognato tanto a lungo a fianco di Arnol, non avevano fatto alcuna domanda. Kenniston non riusciva nemmeno a capire se sapessero cosa stavano facendo e quale fosse la loro missione.
Il capo pilota si avvicinò ad Arnol, mentre questi, aiutato dagli altri tre, stava caricando il suo pericoloso fardello.
«L’incrociatore è già stato messo a punto, ed è pronto a partire in qualsiasi momento.»