«Lo ricorderò» disse Mathis bruscamente. «Ora avvi­sate subito di questa situazione il Centro di Vega.»

Lund si volse per tornare verso la nave spaziale. Il radiotelevisore di bordo lo avrebbe messo in immediato contatto col Centro del Governo; Kenniston lo sapeva bene.

Si lanciò allora avanti. Raggiunse Lund in pochi passi di corsa. Con una mano lo afferrò a una spalla e lo fece voltare di colpo. Con l’altra mano gli sferrò un pugno violentissimo alla mascella, atterrandolo.

Mathis fece un passo indietro, inorridito da quella violen­za. Varn Allan si slanciò di corsa verso Kenniston, mentre Lund cercava di rialzarsi.

«Fermatevi, Kenniston!» gli ordinò. «Non siete più sul vostro mondo barbarico, ora. Non potete...»

Ma non ebbe il tempo di finire. Lund si era rialzato, e stringeva in pugno un piccolo oggetto di cristallo che aveva estratto di tasca. Aveva previsto la reazione di Kenniston, ed era venuto armato.

Ma la grossa forma pelosa di Gorr Holl si levò alle spalle del viceamministratore. Una sua mano, enorme, afferrò quella di Lund che stringeva l’arma. Con l’altro braccio lo af­ferrò attorno al corpo e lo sollevò in alto come un bambino. Le sue dita potenti strinsero. Lund lasciò cadere l’arma di cristallo.

«Lasciatemi andare!» sibilò affannato, sentendosi mancare il respiro. «Vi ordino di...»

«Avresti potuto uccidere un uomo» brontolò Gorr Holl, scuotendo Lund fino a fargli sbattere i denti. «Non puoi or­dinarmi più nulla, piccolo uomo miserabile!»

Si guardò intorno, stringendo sempre Lund immobilizza­to fra le sue braccia.