Kimer lo interruppe.

«Si sta spargendo la voce che una bomba atomica ci ha colpiti, dottor Hubble. Molti abitanti sono spaventati. Se la paura si diffonde, dovremo presto fronteggiare il panico. Ho sparpagliato i miei agenti nelle strade per calmare la popola­zione, ma desidererei avere una storia precisa da raccontare, e soprattutto una storia che sia credibile.»

«Una bomba atomica!» esclamò il sindaco Garris. «Ma è una sciocchezza, questa! Siamo tutti vivi e non vi è stato alcun danno. Il dottor Hubble può ben dirvi che le bombe atomiche...»

Per la seconda volta, Garris fu interrotto brevemente, que­sta volta da Hubble.

«Non si tratta di una bomba ordinaria, e le voci che corrono sono purtroppo vere, a questo proposito.» Tacque un attimo e poi, lentamente, sillabando le parole, aggiunse: «Una bomba superatomica è esplosa un’ora fa, per la pri­ma volta nella storia, proprio su Middletown.»

Hubble lasciò che i due nuovi venuti comprendessero il si­gnificato delle sue parole. Era una cosa piuttosto penosa, e Kenniston distolse lo sguardo per guardare fuori della fine­stra, verso quel cielo annebbiato e quel sole rosso e triste, e si sentì un nodo allo stomaco. “Eravamo stati ammoniti” pensò “per anni, che stavamo giocando con forze troppo potenti per noi.”

«La bomba non ci ha distrutti» stava dicendo Hubble.

«In questo, siamo stati fortunati. Ma ha avuto certi... effetti.»

«Ma io non capisco» disse il sindaco, con tono lamen­toso. «Non capisco davvero... Certi effetti? Quali?»

Hubble espose loro con tranquilla chiarezza le sue conclu­sioni.