«E come vanno i servizi pubblici?» domandò Hubble.

«Sembra che ogni cosa funzioni perfettamente... l’elet­tricità, il gas e l’acqua potabile» rispose il sindaco.

“Me l’ero immaginato” pensò Kenniston. La centrale ter­moelettrica, il serbatoio dell’acqua e l’impianto di gas artifi­ciale della città di Middletown avevano superato, con gli abi­tanti e le case, l’abisso del tempo.

«I servizi, i viveri, i combustibili, tutto deve essere imme­diatamente razionato» stava dicendo Hubble. «Proclama­te questo come misura d’emergenza.»

Il sindaco Garris parve più sollevato nel sentirsi dire ciò che doveva fare.

«Sì. Provvederemo subito.» Poi domandò, timidamen­te: «Non vi è alcuna possibilità di mettersi in contatto col resto del mondo?»

«Il resto del mondo» gli ricordò Hubble «è rimasto dietro di noi di alcuni milioni di anni. Dovrete ricordarvi di questo.»

«Già... è vero. Me ne dimentico continuamente» disse il sindaco. Poi rabbrividì e cercò di pensare ai compiti che lo attendevano. «Ci occuperemo subito di quanto avete sugge­rito.»

Quando i due se ne furono andati, Hubble guardò acci gliato i suoi colleghi silenziosi. «Parleranno dell’accaduto, naturalmente. Ma se la cosa si diffonde lentamente, non sarà tanto preoccupante. Ci darà modo di accertare, prima, alcu­ne cose.»

Crisci scoppiò in un riso stridente.