«Se tutto ciò è vero, dev’essere un bello scherzo! Tutta la città scaraventata nel futuro, verso la fine del mondo, senza che nemmeno lo sappia! Cinquantamila persone che non san­no ancora, per esempio, che la loro cugina Agnes, abitante a Indianapolis, è morta e ridotta in polvere da milioni di anni!»

«E non debbono saperlo» disse Hubble. «Non ancora, per lo meno. Non ancora, finché non avremo chiarito con precisione che cosa dobbiamo fronteggiare, in questa Terra del futuro.»

Continuò poi a pensare ad alta voce.

«È indispensabile andare a vedere che cos’è accaduto là fuori, fuori della città, prima di poter fare qualsiasi progetto. Kenniston, dovresti andare a prendere una jeep. E porta pa­recchia benzina di scorta. E anche abiti pesanti. Ne avremo bisogno, là fuori. E, Ken... porta anche delle armi con te.»

3

Il pianeta mortale

Kenniston ritornò in Mill Street e si diresse verso la rimessa nella quale aveva lasciato la sua macchina un miliardo di an­ni prima, quando cose del genere avevano ancora qualche importanza. Sapeva che tenevano in quel garage una jeep per il servizio stradale, e sapeva pure che non ne avrebbero più avuto bisogno, per il semplice fatto che di strade, fuori della città, non ve n’erano più. Si pentiva di non avere preso con sé un cappotto. L’aria si raffreddava rapidamente e la tempera­tura sarebbe presto scesa sotto lo zero.

Vi era molta gente, in Mill Street, una via che anche nor­malmente era sempre molto affollata. Era la strada dei gros­si stabilimenti e delle piccole aziende commerciali; congiun­geva Middletown con le vie del Sud. Vi erano sempre auto­bus, macchine e pedoni. Forse il traffico era un po’ più disor­ganizzato del solito e i gruppi di cittadini avevano una maggior tendenza a riunirsi e a discutere animatamente, ma questo era tutto.

Kenniston conosceva alcune di quelle persone, ma non si fermò a parlare con loro. Non desiderava nemmeno incontrarne gli sguardi. Si sentiva in qualche modo colpevole, per­ché sapeva la verità mentre quelli ne erano ancora all’oscu­ro. Che sarebbe accaduto, se avesse spiattellato tutto? Che cosa avrebbero fatto? Era una tentazione terribile, quella di liberarsi del suo segreto. Aveva una voglia pazza di mettersi a gridare.

Alcuni oziosi, sul ponte di Mill Street, guardavano il letto fangoso del fiume e cercavano di spiegarsi l’improvvisa scomparsa dell’acqua. Nelle numerose birrerie, che davano un tono allegro a quella strada popolare, vi erano più clien­ti del solito, data l’ora. Mentre passava, Kenniston poté udi­re le loro voci, voci alte, eccitate, un poco litigiose, ma an­cora prive di terrore.