Alcuni di essi rimasero irresoluti, guardando i loro compagni e Kenniston, come se volessero dire qualcosa, ma non dissero nulla. Infine salirono e scomparvero nell’incrociatore spaziale.
Kenniston li contò. Due uomini, due donne e un bambino.
«Ebbene» urlò agli altri «che aspettate? Salite!»
«Credo» disse uno del gruppetto rimasto «che... preferirei rimanere con gli altri.»
Detto questo, si mise a correre per raggiungere la folla ormai lontana.
A uno a uno, anche gli altri lo seguirono, finché non furono che piccoli punti neri che si allontanavano di corsa, nella pianura desolata.
Arnol sorrise.
«Fra la vostra gente, Kenniston» commentò «anche i vigliacchi sono coraggiosi. Dev’essere una cosa anche più dura, in certo modo, per coloro che hanno deciso di andarsene.»
Entrarono nell’incrociatore e liberarono Mathis, Norden Lund e Varn Allan dalle cabine nelle quali erano rinchiusi. Varn Allan non parlò, ma il Coordinatore disse, gelido: «Così, volete realmente farlo?»
«Sì» rispose Arnol. «Il mio capo pilota si allontanerà con l’incrociatore spaziale. Sarete salvi, comunque vada.»