Lund si rivolse a Mathis, infuriato.

«Non pensa affatto alla sua responsabilità! Pensa solo a questo selvaggio primitivo, a questo Kenniston!»

Varn Allan si volse verso di lui, come per dargli una furiosa risposta. Ma non parlò. Guardò invece Kenniston, col viso pallido, teso, stanco.

Freddamente, Mathis le stava dicendo: «Non vi ordinerò di venire con noi. Ma siate sicura che questa vostra condotta verrà tenuta nel debito conto.»

Varn Allan chinò il capo, senza una parola, in cenno di as­senso; si volse, e abbandonò l’incrociatore spaziale. Kenni­ston, che la seguiva, sentiva dentro di sé una meravigliosa, incredibile emozione.

Uscirono così nella luce rossastra del sole. Con un lieve ronzio, l’incrociatore spaziale si innalzò, dileguandosi nel cielo.

Gli ultimi abitanti di Middletown stavano scomparendo sulle colline quando Kenniston, Varn Allan e Arnol s’incam­minarono in quella direzione.

«Presto!» li sollecitò Arnol. «Anche ora può essere troppo tardi...»

Quando raggiunsero le colline, Gorr Holl, Magro e Hubble li attendevano coi tecnici e i loro apparecchi. Quando li vide giungere, Gorr Holl emise una esclamazione.

«Me l’ero immaginato, che sareste rimasta, Varn!»