Vam Allan rialzò il capo e disse, un poco adirata: «Ma perché mai...?» Ma improvvisamente si interruppe, e rimase silenziosa per un attimo. Poi domandò: «Quanto manca?»
«Siamo tutti pronti, ora» rispose Gorr Holl.
Kenniston si avvide che i comandi a distanza e tutti gli altri strani apparecchi erano già stati montati ed erano a punto. Diede allora un’occhiata ad Arnol.
Il viso dello scienziato era bagnato di sudore. Era pallidissimo e gli tremavano le mani. In quel momento stava tirando le somme di tutta la sua vita, era vicino alla conclusione di tutte le pene e gli sforzi che aveva dovuto sopportare.
Disse, con una voce stranamente inespressiva: «Sarà bene che tu li avverta, Kenniston. Ora!»
Sotto di loro, sul versante della collina sulla quale Kenniston e i suoi compagni si trovavano, attendevano ormai le migliaia di abitanti di Middletown.
Kenniston scese verso di loro. Parlò loro gridando, e la sua voce parve lieve e irreale, nel vento gelido, attraverso le rocce nude, la polvere soffocante, la terra arida.
«Riparatevi dietro la collina! Passate parola! Riparatevi dietro la collina! Fra poco, avverrà l’esplosione!»
Tutti guardarono verso di lui. Una massa di visi mortalmente pallidi nella fosca luce del sole... quel sole morente che li guardava tutti, come un grande occhio indifferente.
Un grande silenzio calò sulla folla. Dapprima isolatamente, poi a centinaia s’inginocchiarono a pregare. Altri, a centinaia, rimasero ritti, immobili, muti, con gli occhi fissi sulla cresta della collina, dove si trovavano i tecnici.