Fu come se un cuore morto avesse d’improvviso cominciato a battere ancora; a battere forte, esultante. Il cuore di un pianeta rinato...
Le lancette dei quadranti, sui quadri di controllo, impazzirono per un attimo; poi, a poco a poco, tornarono normali. Tutte le lancette, a esclusione di una sola fila di quadranti, che Arnol e i suoi tecnici osservavano con una morbosa, sovrumana intensità.
Kenniston non poté sopportare più a lungo quel terribile silenzio.
«È...» Ma non poté proseguire. La sua voce si perdette in un roco mormorio.
Arnol si volse lentamente verso di lui. Lentamente, come se gli riuscisse difficile parlare, disse: «Sì. La reazione è cominciata. Vi è una grande fiamma di calore e di vita, nel cuore della Terra, ora. Ci vorranno delle settimane, prima che quel calore e quella vita raggiungano la superficie, ma giungeranno!»
Volse quindi le spalle a Kenniston e a tutti gli altri. Ciò che aveva da dire, ora, era per i suoi tecnici, i suoi tecnici fedeli e stanchi, che avevano lavorato con lui tanto a lungo. A loro disse: «Qui, su questa piccola Terra, molto, molto tempo fa, uno dei nostri selvaggi antenati ha acceso il fuoco, per la prima volta, per riscaldarsi. Ora, noi abbiamo acceso un mondo. E vi sono tutti gli altri mondi, i freddi mondi morenti, lassù...»
Kenniston non poté udire più nulla. Una babele si era scatenata. Varn Allan si era stretta istintivamente a lui. Gorr Holl urlava in modo assordante. Kenniston udì il sindaco Garris che balbettava domande, con voce tremante. Udì la voce tremante di Hubble.
Ma, al disopra di tutto questo, udì il calpestio precipitoso di migliaia di piedi, sulla roccia nuda. Gli abitanti di Middletown correvano, a migliaia, verso la cresta della collina, con una sola, un’unica domanda, di vita o di morte, sui visi spettralmente pallidi.
«Parla, Ken!» gridò Hubble, con la voce rotta dall’emozione. «Parla, Ken! Vogliono sapere!»
Kenniston saltò su una roccia, e tutta quella folla si fermò d’improvviso, in un silenzio teso, mentre egli urlava, a gran voce: «L’esperimento è riuscito! L’esperimento è riuscito! Ogni pericolo è scomparso! Fra poche settimane il calore delle profondità della Terra comincerà a raggiungere la superficie...»