E Magro aggiunse: «E nemmeno possono obbligare il tuo popolo a evacuare la Terra ora che diventa più calda. Sarebbe una cosa senza senso.»
Kenniston osservò: «Ci potrebbero tenere rinchiusi per il resto della nostra vita, e questo non sarebbe una cosa divertente.»
Gorr Holl sorrideva, col suo largo sorriso, e diceva:
«Ricordati, uomo, che noi siamo per loro dei selvaggi emotivi, e questo sarà per noi un’attenuante.»
Quando furono ricondotti nella grande sala per il verdetto, gli occhi di Kenniston corsero non al gruppo dei giudici, tre uomini e un umanoide, che sedevano a un grande tavolo, ma a Varn Allan. Kenniston sapeva che anche la carriera di lei era in gioco, in quell’udienza. Ma ella non appariva preoccupata e, quando incontrò i suoi occhi, gli sorrise.
Lund, che le stava al fianco, aveva uno sguardo attento, ora, e pareva piuttosto preoccupato. Lanciò a Kenniston un’occhiata dura, ma questi dovette distogliere gli occhi, in quel momento, perché avevano iniziato la lettura del verdetto.
L’uomo che lo leggeva, il più vecchio dei quattro Governatori presenti, non aveva alcuna espressione di cordialità nel viso. Parlava come una persona che assolveva, riluttante, uno spiacevole compito.
«Voi, i promotori di tutto ciò che è accaduto, vi siete resi colpevoli e meritevoli delle più dure pene della legge della Federazione, per la vostra aperta sfida ai Governatori» disse. «Sarebbe pienamente regolare emettere una sentenza di imprigionamento a vita.»
Li guardò freddamente, l’uno dopo l’altro. Gorr Holl bisbigliò: «Cerca di spaventarci...» Ma non sembrava più tanto fiducioso, ora.
Il vecchio Governatore continuò: «Tuttavia, in questo caso, è del tutto impossibile raggiungere un verdetto su di una base puramente legale. Dobbiamo ammettere, nostro malgrado, che il vostro fatto compiuto ha creato una situazione nuova. Il Comitato dei Governatori ha ora dato la sua approvazione per l’uso del procedimento Amol su altri pianeti...»