A Kenniston sembrava difficile capire. Gli sembrava im­possibile che una così lunga battaglia per la sopravvivenza dei mondi si risolvesse in quella semplice frase.

«... su altri pianeti» continuò il vecchio Governatore «e questo ci mette di fronte alla impossibilità di procede­re. Punirvi, ora, per l’uso che avete fatto di questo procedi­mento, sarebbe come punirvi, moralmente se non legal­mente, per una infrazione a una legge che non esiste più.»

Gorr Holl emise un lungo e rumoroso sospiro di sollievo, che una occhiataccia gli fece prontamente reprimere.

«Non possiamo fare altro, perciò, che liberarvi, con un rimprovero ufficiale da parte del Comitato dei Governatori, per il vostro comportamento.»

Ora che il momento era passato, ora che era tutto finito, Kenniston provò pochissima emozione, a ben vedere. Le sorti in gioco erano state talmente vaste che avevano quasi an­nullato il significato della sua sorte personale. Kenniston sa­peva che quell’impressione sarebbe scomparsa col tempo, che più tardi sarebbe stato lieto, e grato, ma ora...

Il vecchio Governatore, tuttavia, non aveva finito. Si rivol­geva ora, direttamente, a Varn Allan.

«Al disopra delle circostanze principali, rimane la con­dotta dei funzionari che ne avevano la responsabilità. Siamo quindi costretti a esprimere una censura ufficiale per ciò che appare una imperdonabile incomprensione di un problema psicologico da parte dell’amministratrice in carica, e...» a questo punto si rivolse direttamente a Norden Lund «e, da parte del viceamministratore, per gli evidenti e imperdona­bili tentativi di menomare l’autorità di un superiore in cari­ca, per scopi puramente egoistici.»

La voce fredda del vecchio Governatore terminò breve­mente, in tono aspro: «Abbiamo perciò proposto, al Centro dei Governatori, per l’amministratrice Allan: retrocessione, di un grado. Per il viceamministratore Lund: retrocessione, di un grado. L’udienza è tolta.»

Kenniston guardò, attraverso la vasta sala, Varn Allan. Il viso di lei non era mutato. In silenzio si volse per andarsene.

Gorr Holl gli dava ora grandi manate sulla schiena, e Ma­gro stava dicendo qualcosa, eccitato, ma Kenniston si liberò di loro e seguì Varn Allan. Lei lo vide avvicinarsi e lo attese. Ma Norden Lund sorse come un fantasma fra di loro.