«Certo che l’ho vista, ma...» E qui la faccia della guardia si rischiarò. «Be’, deve essere stata una bomba che ha fatto cilecca. Hanno voluto spaventare tutto il mondo con questa superatomica... e poi non è nemmeno scoppiata.» Rise rumorosamente, con visibile sollievo. «Non è ridicolo? Vi raccontano su tutti i toni, per anni, quanto è terribile, e poi fa soltanto una vampata come una girandola di fuochi artificiali!»
Poteva anche darsi che fosse così, pensò Kenniston, con un selvaggio impeto di speranza. Poteva anche darsi che fosse così.
Poi guardò in alto, e vide il sole.
«Forse è stata solo una fanfaronata, sin dal principio» continuò la guardia. «Forse non avevano nemmeno la superatomica!»
Kenniston, senza abbassare gli occhi dal sole, parlò con le labbra aride: «L’avevano, l’avevano, purtroppo. E ne hanno usata una contro di noi. E credo anche che noi siamo morti e non lo sappiamo ancora. Non sappiamo ancora che non siamo più che spiriti e non viviamo più sulla terra.»
«Non viviamo più sulla terra?» proruppe la guardia, adirata. «Be’, sentite...»
Ma le parole si spensero in un mormorio, mentre i suoi occhi seguivano la direzione dello sguardo di Kenniston e si fissavano nel sole.
Non era il sole! Non era, cioè, il sole che essi e tutte le generazioni d’uomini che li avevano preceduti avevano visto sempre e conosciuto come una luminosa orbita dorata. Questo sole, che ora vedevano, lo potevano guardare benissimo, senza nemmeno socchiudere gli occhi. Potevano guardarlo a lungo, finché volevano, perché non era più che una grossa palla rossastra, con una sottile aureola di splendore ai margini. Si trovava più in alto, nel cielo. E l’aria era più fredda.
«Non è più allo stesso posto» disse la guardia. «E sembra diverso.» Rimase assorto, cercando di ricordarsi le nozioni imparate a scuola, poi riprese: «La rifrazione, dev’essere. La polvere sollevata da quella bomba della malora, che ha fatto cilecca!»
Kenniston non volle insistere. A che poteva servire? Non valeva certo la pena di dirgli ciò che egli, come scienziato sapeva benissimo, che cioè nessun possibile fenomeno di rifrazione avrebbe mai potuto influire sul sole in quel modo e fargli assumere un aspetto simile.