«Può darsi che abbiate ragione» disse, semplicemente.

«Ma certo, che ho ragione!» disse la guardia, ad alta vo­ce. Ma non guardava più, lassù nel cielo, verso il sole; sem­brava volesse evitarne la vista.

Kenniston riprese la strada lungo Mill Street. Stava per andare al laboratorio, quando quella cosa terribile era acca­duta. Continuò in quella direzione. Voleva sapere ciò che Hubble e gli altri gli avrebbero detto, su quanto era accaduto.

Rise un po’, parlando fra sé.

«Sono uno spettro che va a discorrere con altri spettri, della nostra improvvisa morte.» Poi si riscosse, con un sen­timento di ribellione e di fermezza: «Smettila! Sei uno scienziato. A che serve, la scienza, se perdi così facilmente le staffe di fronte a un fenomeno inspiegabile?»

Quella, tuttavia, era una sottovalutazione degli avveni­menti. Una superatomica scoppiata su una cittadina di cin­quantamila abitanti, e nulla mutava, fuorché il sole nel cielo. Era qualcosa di più che un fenomeno inspiegabile.

Kenniston proseguì la sua strada. Camminava in fretta perché l’aria era stranamente fredda. Non si fermò a parlare con le persone sbalordite che incontrava. Si trattava, per lo più, di operai che stavano avviandosi al lavoro negli stabili­menti di Middletown, quando il fatto era accaduto; e stavano ora discutendo di quel lampo e di quella fiammata improvvi­si. La parola che Kenniston udiva più frequentemente era terremoto. Non apparivano tuttavia preoccupati, quegli uo­mini. Sembravano eccitati e forse erano anche soddisfatti che qualcosa fosse venuto a interrompere la grigia unifor­mità della loro vita. Alcuni di loro guardavano su, nel cielo, quello strano sole rossastro, ma sembravano più perplessi che preoccupati.

L’aria era fredda e umida. E quella luce rossa, nebbiosa, era assai strana. Ma ciò non preoccupava molto quegli uomi­ni che non ci trovavano nulla di diverso dall’aria fredda e dal­la luce sporca che spesso preannunciano un uragano, nel Middle West.

Kenniston entrò dal cancello nell’edificio di mattoni, annerito dal fumo, che recava l’insegna LABORATORI RICER­CHE INDUSTRIALI. Il guardiano, imperturbabile, gli fece un cenno.

Né quel guardiano, né alcuno dei cinquantamila abitan­ti di Middletown, salvo pochi funzionari, sapevano che quegli apparenti laboratori industriali erano in realtà uno dei più importanti centri per la difesa atomica degli Stati Uniti.