6
Carovana verso il domani
Kenniston non riuscì nemmeno più a tener dietro al corso delle sue stesse emozioni, nell’impeto degli avvenimenti che seguirono e dei compiti che dovette svolgere. Il Municipio divenne il ganglio nervoso centrale dell’operazione di evacuazione. La polizia e la Guardia Nazionale vi si erano già riunite, e altri uomini furono chiamati: i commercianti all’ingrosso, i magazzinieri, i capi delle agenzie di trasporti, quelli delle linee turistiche e di trasporto merci e passeggeri. McLain, il grosso e ossuto direttore della più grande casa di trasporti della città, si rivelò una tempra eccezionale di organizzatore. Era stato ufficiale dei trasporti nell’ultima guerra mondiale e aveva un’ottima esperienza del trasferimento di uomini e di cose.
La radio, ora, emetteva continuamente comunicati, dando istruzioni, diramando raccomandazioni e suggerimenti. Gli agenti della polizia e della Guardia Nazionale furono inviati in ogni sezione della città, con un uomo responsabile a capo di ciascuna squadra. Avevano ordine di esaminare le case, strada per strada, per assicurare una completa evacuazione e anche per accertare quante macchine private avrebbero potuto essere adibite al trasporto. Gli autobus della città potevano naturalmente evacuare soltanto una piccola parte della popolazione.
Fu McLain che pensò ai pazienti degli ospedali di Middletown, e inviò uomini a raccogliere ambulanze, generi di conforto e qualsiasi cosa potesse loro servire. I furgoni della polizia e alcuni grossi autocarri militari furono adibiti alla traduzione dei prigionieri dalle carceri, a eccezione di pochi che vennero rimessi in libertà. Ma tanto gli ammalati quanto i prigionieri vennero trasferiti per ultimi, allo scopo di assicurare loro alloggi adatti nella nuova città.
Colonne di autocarri vennero inviate ai magazzini, con elenchi frettolosamente compilati di tutti i viveri e altri generi di prima necessità che dovevano essere trasportati insieme alla popolazione.
«Possiamo organizzare più tardi una linea di autocarri per le provviste che occorreranno in seguito» disse McLain a Kenniston. «Ma occorre portare ora i viveri e le cose di cui la popolazione avrà bisogno subito.»
Carol e sua zia erano state comprese nel primo giorno di evacuazione. Kenniston accomodò le cose in modo da poterle andare a visitare prima della partenza.
Si pentì tuttavia di averlo fatto. La signora Adams stava piangendo nel salotto, e Carol lottava da sola con coperte, materassi e valigie, con un’espressione chiusa e amara sul volto, che Kenniston non riusciva a comprendere.
Il mattino seguente, prima delle nove, Kenniston lasciò il Municipio con McLain, allo scopo di controllare personalmente i preparativi. Sotto l’occhio freddo e rossastro del sole, Middletown appariva tutta permeata da una eccitata attività.