Le automobili venivano caricate al massimo, persino sui tetti e sui parafanghi. Riuniti i bambini, e legati i cani, le fa­miglie si radunavano in tutta fretta. Il rombo dei motori riempiva l’aria invernale. I grandi autocarri da trasporto rug­givano nelle strade prospicienti i magazzini, mentre le mac­chine della polizia si aggiravano dovunque, accompagnate dall’urlo delle sirene.

La gente nelle strade, carica di fagotti, di bambini e di ca­ni, appariva più stupita che spaventata. Alcuni, persino, ride­vano, un riso un po’ forzato, provocato dall’eccitazione. Solo poche donne singhiozzavano.

McLain e Kenniston giunsero in jeep nel centro della città. Là faceva capo il primo scaglione di partenti.

«Il primo e secondo scaglione usciranno dalla città nel­l’ordine previsto» disse McLain a Kenniston. «Del primo scaglione vi incaricherete voi, in quanto dovete indicare la strada.»

Gli agenti della polizia e della Guardia Nazionale stavano già incolonnando le macchine sulla South Jefferson Street. Gli autobus della città e quelli delle scuole erano affollati da coloro che non avevano auto proprie, e vi ammucchiavano i loro bagagli. Agenti della polizia in motocicletta correvano veloci dovunque trasmettendo gli ordini.

«Agganciate dei sidecar a quelle motociclette» ordinò McLain. «Non ce la farete altrimenti sul terreno acciden­tato.»

«Scaglionate lungo la colonna gli autocarri-officina, co­sicché possano riparare le macchine che si arresteranno per guasti» ordinò ancora.

E a un ufficiale della Guardia Nazionale gridò, con voce perentoria: «No, no! A che diavolo potrebbero servire, le vo­stre armi? Lasciatele nell’armeria e prendete invece cappotti, coperte, tende da campo e cose del genere!»

Poi McLain saltò su un’auto e si allontanò, gridando anco­ra a Kenniston: «Fate mettere in marcia la colonna per mezzogiorno! Farò suonare la sirena del Tubificio come se­gnale di partenza!»

Poi si allontanò per raggiungere il punto di raccolta del se­condo scaglione. Kenniston si trovò attorniato da agenti del­la polizia e della Guardia Nazionale, da deputazioni, funzionari, e un sacco di altre persone che gridavano e chiedevano il suo parere.