«McLain torna a Middletown a prendere motori a benzi­na e pompe. Dobbiamo rimettere subito in attività il sistema idrico della città. Può darsi che ci voglia del tempo per calco­lare la forza di propulsione del sistema. I vecchi abitanti do­vevano forse disporre di motori atomici, ma non ne sono si­curo.»

«E che è stato deciso, per il razionamento dei viveri?»

«Viveri e medicine verranno posti sotto controllo, in ap­positi magazzini. Verranno subito stampate tessere di razio­namento. L’uso delle automobili è vietato, naturalmente. Ognuno è confinato al suo quartiere, almeno per ora, per im­pedire infortuni. Abbiamo già organizzato squadre speciali per esplorare la città.»

Kenniston fece col capo un cenno di assenso.

Estrasse, prima di continuare, il mozzicone di una siga­retta, divenuto improvvisamente prezioso, poi proseguì: «Queste sono ottime cose, ma il principale problema sarà indubbiamente quello morale, Hubble.» Pensava a Carol, e aggiunse: «Non credo che questa gente potrà sopportare l’idea di essere rimasta sola sulla Terra.»

Hubble apparve preoccupato.

«Lo so» disse. «Ma vi devono essere altre persone, da qualche parte. Questa città non è stata abbandonata a causa di un improvviso disastro. Devono essere semplicemente evacuati per trasferirsi in altre città, in città migliori.»

«Ma nessuno ha risposto ai richiami radio» gli ricordò Kenniston.

«È vero. Ma credo che facciano uso di qualche cosa di diverso dal nostro sistema radio. È per questo che ho biso­gno del tuo aiuto, questa mattina, Ken. Ieri sera Beitz ha tro­vato un sistema di comunicazione, in un edificio poco lonta­no da questo. È dotato di grossi apparecchi, che Beitz ritiene siano a sistema televisivo. Sei più esperto di noi, tu, in queste cose.»

Kenniston dimostrò subito un acuto interesse, l’interesse del tecnico che nemmeno la fine di un mondo può distrugge­re completamente.