«Perché non dirlo subito? Hanno il diritto di saperlo!» Si volse verso la folla, d’improvviso ammutolita, e disse: «Abbia­mo trovato qualche cosa, sì. Abbiamo trovato una città, due­cento miglia a ovest da qui. Una città protetta da una cupola, proprio come questa, e quasi grande come questa.»

Bertram Garris fece allora la domanda che urgeva nella mente di tutti.

«Ebbene? C’erano abitanti, in quest’altra città?»

«No» rispose Crisci, abbassando la voce. «Non c’era nessuno. Nemmeno un’anima. Era una città morta, morta da molto tempo.»

«È vero» aggiunse McLain. «Non abbiamo visto segni di vita, in nessun posto, se si eccettuano alcuni piccoli ani­mali che abbiamo notato nella pianura.»

Carol, di colpo impallidita, si volse verso Kenniston.

«Ma allora non c’è più nessuno, sulla Terra? Siamo noi, gli ultimi?»

Un silenzio di morte era piombato sulla folla in attesa. Tutti i presenti si guardarono, ammutoliti. Fu in quel mo­mento che Bertram Garris dimostrò una inattesa capacità organizzativa. Salì di colpo su una delle jeep e si mise a parla­re, allegramente.

«Ascoltatemi, gente! Non dovete lasciarvi abbattere da questa notizia! La spedizione di McLain ha percorso sola­mente duecento miglia, e la Terra è enormemente più vasta. Ricordatevi che gli appelli del signor Kenniston vengono tra­smessi ogni ora.» E proseguì, con sempre maggiore cordia­lità: «Abbiamo tutti lavorato sodo, e abbiamo bisogno di un po’ di divertimento. Perciò questa sera faremo una grande fe­sta nella piazza maggiore. Sarà la festa della nostra città... Dite a tutti di venire!»

La folla si rianimò un poco. Ma, mentre tutti si allontana­vano, Kenniston vide che alcuni si voltavano a guardare an­cora, con viso rattristato, le jeep appena arrivate.