«Fatevi da parte, Kenniston!» urlò il sindaco, con voce acuta, tremante per il terrore. «Quel bruto è pericoloso, vi dico!»
Le armi puntate si erano improvvisamente dirette altrove. Kenniston, voltandosi di scatto, vide che i quattro sopraggiunti s’erano fatti un poco da parte. E, immediatamente, la scena svanì. La donna aveva levato una mano, in un rapido gesto. Dalla nave spaziale, laggiù nella pianura, partì un lampo di luce bianca. Quella luce colpì inesorabile. Colpì coloro che si trovavano davanti alla porta. Colpì e disparve, in un attimo.
Anche Kenniston si trovava sul passaggio di quel lampo di luce. Sentì un improvviso stordimento in ogni nervo. La pena fisica non ebbe la durata che di una frazione di secondo, poi sopravvenne una specie di paralisi, come da una scarica elettrica. Vide Garris, Hubble e gli altri barcollare, coi visi pallidi e scossi. Le armi erano cadute dalle mani degli agenti ormai prive di forza.
Poi, l’essere peloso si avvicinò nuovamente a Kenniston. I suoi occhi scuri sorridevano sempre. Con la sua voce rombante emise alcuni suoni rassicuranti. Poi, con gesto esperto, massaggiò brevemente, con le sue grosse mani pelose, la nuca di Kenniston. La paralisi che aveva colpito Kenniston cominciò allora a dileguarsi.
L’uomo dai capelli rossi aveva fatto alcuni passi avanti e aveva raccolto una delle armi cadute. Un sentimento di indicibile stupore trasparì subito dai suoi occhi, mentre la esaminava. Disse qualcosa, con voce rapida, agli altri. Anch’essi esaminarono l’arma da ogni parte. Poi, stupefatti e increduli, guardarono Kenniston e i suoi compagni che stavano ora rimettendosi dalla temporanea paralisi che li aveva colpiti.
«Dispongono di un raggio della morte o di qualche cosa del genere!» urlò nuovamente Bertram Garris, con voce soffocata dallo spavento. «Possono ucciderci tutti!»
«Finitela!» proruppe infuriato Hubble. «State facendo una figura da imbecille. Quell’arma che hanno usato era un semplice mezzo di difesa, niente affatto letale, e proprio voi li avete costretti a usarla contro di noi.»
La donna chiamò a sé, eccitata, l’essere peloso.
«Gorr Holl!» Era questo, evidentemente, il suo nome. E Gorr Holl raggiunse gli altri tre. Egli pure emise suoni di incredula meraviglia, mentre esaminava l’arma che gli mostravano.
Kenniston si rivolse a Hubble, non curandosi più di Garris né degli attoniti agenti disarmati.