Una espressione di immensa meraviglia apparve negli oc­chi miopi di Piers Eglin.

«Chi... No!» Si interruppe e ricominciò di nuovo. «Di... dove... venite... voi?»

«Dal passato» rispose Kenniston, e sentì, in quel mo­mento, tutta l’assurda realtà di quanto diceva. «Da molto lontano, nel passato» aggiunse.

«Quanto... lontano?»

Kenniston capì che le date del ventesimo secolo non avrebbero significato nulla, per quella gente, dopo tante epo­che passate. Pensò un momento, poi disse: «Da molto lon­tano, nel passato. Nella nostra vita, la potenza atomica era stata appena scoperta.»

«Tanto? Tanto?» bisbigliò Piers Eglin, con voce tre­mante, sbalordita. «Ma... come? Come?»

Kenniston scosse le spalle, incapace di spiegarsi. Poi ag­giunse: «Vi è stata una esplosione atomica sulla nostra città. Ci siamo trovati, con tutta la nostra città, in questa epo­ca. Ecco tutto.»

Piers Eglin tradusse, febbrilmente, quelle parole agli altri. La donna mostrò subito un vivo interesse. Ma fu Gorr Holl, l’essere peloso, che fece il più lungo commento, con la sua voce sorda e rombante.

Piers Eglin si rivolse di scatto nuovamente a Kenniston, ma Kenniston interruppe le ansiose domande dell’altro con una domanda sua.

«E voi, di dove venite, voi?»