«Oh, sì! Ogni volta che la vita, su qualche pianeta, diventa economicamente impossibile, o il margine di sopravvivenza è troppo piccolo, i Governatori decidono l’evacuazione della popolazione verso un mondo migliore. Di questi mondi ve n’è una quantità enorme. Sono buoni pianeti, caldi, fertili, disabitati o quasi. Così hanno fatto col mio stesso popolo, che hanno trasferito da Capella Cinque ad Aldebaran.»
«E anche il mio popolo» disse Magro. «Questo è avvenuto molto tempo fa. I nostri vecchi hanno detto proprio le stesse parole che dice ora il vostro sindaco. Ma sono stati trasferiti egualmente.»
Kenniston si mise a gridare, infuriato.
«E i vostri popoli si sono lasciati fare una cosa simile? Non hanno nemmeno resistito?»
«I popoli...» disse Gorr Holl. «Gli esseri umani, i terrestri, hanno milioni di anni di civiltà dietro di loro. Sono abituati a governi pacifici, sono abituati all’obbedienza, e hanno continuato a muoversi da un mondo all’altro, sin da quando lasciarono la Terra molte epoche fa. Perciò il fatto di essere mandati su un pianeta o su un altro non ha nessun significato per loro. Ma gli esseri umanoidi primitivi, civilizzati solo in epoche più recenti, come me e Magro, non sono così ragionevoli. Questa questione dell’evacuazione ha sollevato molto risentimento, fra di loro. Infatti, se lo debbo dire... la detestano... proprio come la detestate voi.»
«Ebbene» proruppe Hubble d’un tratto. «Dove andate, ora?»
Si rivolgeva al sindaco, il quale stava in quel momento camminando a grandi passi verso la porta. Hubble afferrò di peso Garris, trattenendolo per gli abiti. Il sindaco cercava di liberarsi.
«Voglio dirlo a tutti» gridò, accennando violentemente col capo alle urla di gioia che continuavano a provenire dalla piazza. «Evacuarci dalla Terra! Quelli là fuori avranno sicuramente qualche cosa da dire su una proposta simile!»
«Che volete fare?» ribatté irato Hubble. «Volete far nascere un pandemonio? Non fate lo sciocco! Questo non è il modo di trattare una questione simile. No! È a quella bionda di ghiaccio che dobbiamo parlare, e a quel suo compagno, Lund.» Scosse Garris per le spalle. «Piantatela, vi dico! Le cose peggioreranno ancora, se vi mettete a fare il galletto.»
Garris non insistette. Guardò Hubble e Kenniston.