Kenniston tentò di riposare, ma il suo sonno fu breve e agitato. Nonostante la stanchezza, le parole di Gorr Holl gli risuonarono in testa come campane per tutto il resto della notte: evacuare... evacuare... verso il mondo di un’altra stella... E il pensiero di tutti gli abitanti di Middletown che credevano i loro guai felicemente conclusi... il pensiero di Carol, particolarmente di Carol... e soprattutto il pensiero di Varn Allan, che cominciava a odiare... lo tormentavano. Aveva paura.
Non ci voleva molto a capire ciò che la ristrettezza mentale del sindaco non aveva capito... Una vasta e potente macchina di governo della quale la grossa nave spaziale e i suoi occupanti non erano che un simbolo. Non sembrava possibile che un pugno di uomini su un pianeta morente potesse lottare con successo o per lungo tempo contro un governo simile.
Hubble lo risvegliò, alla fine, da quel sonno tormentato, per dirgli che Varn Allan e Lund erano giunti, e che il sindaco aveva riunito il consiglio municipale.
«Abbiamo bisogno di te come interprete, Ken» disse. «Tu parli meglio di chiunque altro la loro lingua, e questa è una questione troppo importante per correre il rischio di malintesi.»
Nessuno di loro parlò durante il percorso verso l’alto edificio che era divenuto sede del Municipio. Kenniston poté accorgersi che anche Hubble era, come lui, inquieto e preoccupato.
Una grossa folla si era raccolta sulla piazza, una folla felice, venuta ad applaudire i buoni amici che li avevano aiutati. Nel Municipio, il consiglio di Middletown sedeva attorno a un massiccio tavolo di metallo. C’erano il sindaco Garris, Borchard, il commerciante di carbone, Moretti, il commerciante di alimentari e un’altra mezza dozzina di persone. All’altra estremità del tavolo sedevano la donna e l’uomo di Vega, che erano gli amministratori di un vasto settore di spazio, con tutti i suoi mondi e i suoi popoli.
Il sindaco Garris si attaccò a Kenniston sin dal momento che questi entrò. Dal viso si capiva che aveva dormito anche peggio di Kenniston, e il suo umore non era affatto mutato, dalla sera prima.
«Domandatele, Kenniston» esordì «domandatele se questa storia della evacuazione è vera.»
Kenniston fece la domanda.
Varn Allan fece un cenno affermativo: «Verissima. Mi spiace che Gorr Holl abbia parlato tanto prematuramente... sembra che ciò vi abbia messi in subbuglio.» Diede un’occhiata ai visi cupi dei membri del consiglio e al viso teso del sindaco. Kenniston si accorse, in quel momento, che la donna doveva essersi già trovata in circostanze simili con altre popolazioni, e che affrontava perciò il problema con una specie di stanca pazienza.