De mandato Rmi. D. Archiepiscopi Hispalensis inquisitoris generalis
Joannes Garcia, secretarius.
Registrata in sancte inquisitionis quinto, fº clv.
III.
Commission for the Arrest of Heretics, Issued by Viceroy Ribagorza, January 14, 1509.
(Chioccarello MSS., Tom. VIII).
(See p. 56).
Joannes de Aragonia Magco Viro, U. J. D. Antonio de Baldaxino regio fideli nobis carissimo, gratiam regiam et bonam voluntatem. Perche secondo avemo inteso ad esto si commette in aliquibus partibus Apuliæ certa eresia che lo venerdi Santo gl’uomini e donne di questi luoghi insieme con candele accese e dapoi di certa predica estinguono le candele e gl’uomini con le donne usano carnalmente taliter che usano li Padri colle figliuole ed altri colle sorelle, e questo en disservizio di nuestro Sigre Dio e contra la fede nostra Cattolica. E volendo noi estirpare et radicitus abolire tal eresia e cose mal fatte e nefande ed ancora punire e castigare li tali eretici delinquenti. Pertanto a voi della fede, probità, perizia e scienza della quale molto confidamo, dicemo, ordinamo e comandamo quod præsentibus acceptis personaliter vi debbiate conferire in partibus Apuliæ vel in qualunque città, Terra, castello e luoghi del presente Regno, tanto demaniali quanto de Baroni ed Ecclesiastiche persone, dove parerà e sarà bisogno, e pigliar informazione esattamente di tutte le cose predette, e quelli trovarete colpabili pigliarete di persona e conducerete da noi, perche vista detta informazione possano quelli punirsi e castigarsi giusta loro demeriti, e se vi parerà dover annotare li beni di tali delinquenti, lo farete, e quelli pro tuitione Regiæ Curiæ ponerete in loco tuto, adeo che volendo quelli li possiamo avere, perche noi per tenore della presente circa præmissa per voi agenda et complenda vi commettemo e conferimo voces et vices Regias atque nostras plenumque posse et locum nostrum, e perche meglio possiate eseguire questa presente nostra commissione ordinamo e comandamo à tutti e singoli Prencipi, Duchi, Marchesi, Conti, Baroni, Louri Regii ed altri officiali maggiori e minori ed altri quai siano sudditi della Cattolica Maiestà che circa l’eseguire per voi e complire delle cose predette non vi debbiano ponere ostaculo ne dare impaccio seu impedimento alcuno, immo vi dobbiano assistere e dare ogni ausilio, consilio, aiuto e favore opportuno, sempre che da voi saranno ricercati, e volemo vi debbiano provedere di stanza, letto e strama senza pagamento alcuno, e d’ogni altra cosa e ragione sotto pena della Regia disgrazia e di docati mille al Rº fisco applicandi. Datum in Castro novo civitatis Neapolis, die 14 Januarii 1509. El Conde Lugarte General. Vt Montaltus R., Vt de Colle R., Dominus Locumtª Genlis mandavit mihi Petro Lazaro de Exea. In Curiæ Locumtenentis 3º Comitis Ripacursiæ fol. 209 à tº.
IV.
Promise of Philip II to the City of Naples in 1564.
(Chioccarello MSS., Tom. VIII). (See p. 87).
Relazione fatta dal P. D. Paolo d’Arezzo alla Città di Napoli nel suo ritorno.
Quel che S. M. nell’espedirmi da lei mi comandò à me D. Paolo d’Arezzo, che Io dovessi far fede alla sua Fedma Città di Napoli della buona voluntà sua verso della Città e di tutto quel suo Regno di Napoli é come tutti l’ama grandemente e desidera ogni loro sodisfazione e la M. S. è pronta farli sempre nuove grazie e nuovi beneficii et in ogni occasione dimostrar l’amore e benignità sua, e la gratitudine dell’ animo suo per la fedeltà la quale sempre hanno usata verso la M. S. e de suoi predecessori e per li continui e grandi servizii tanto in guerra quanto in pace, delli quali S. M. ne tiene memoria, aggradendoli e tenendoli in quel conto che si deve. E per quanto al particolare delle grazie che si hanno a S. M. domandate, quel che ha conosciuto esser utile benefizio e quiete della Città e Regno di Napoli di liberarli per sempre dall’Inquisizione ce l’ha concesso molto liberamente e benignamente, sperando che si portaranno piamente e cristianamente nelle cose della Religione e della S. Fede Cattca e cosi l’esorta tutti ad averne buona cura e diligenza. Ma in quanto a gli altri capi perche S. M. non vede che siano in beneficio loro, anzi potriano essere à loro stessi dannosi non l’ha parso poterli concedere in buona coscienza, ne però l’exclude del tutto ma si reserba ed averà buona e più matura considerazione e provederli più di spazio. Mi commise ancora ch’Io lo riferissi come desidera venire in questa città à visitare il Regno per mostrare à tutti l’amore e buona volontà che li porta, e così come in absenza ha conosciuto la fedeltà ed affezione di tutti per sua maggior consolazione e contento fruirla con la presenza e dal canto suo ancora dar tutta quella sodizfazione che può a così fedeli ed amorevoli vassalli, il che S. M. tiene intenzione di farlo colla prima occasione che dio benedetto gli darà.
Questo è quel tanto che S. M. mi comandò che da sua parte io dovesse riferire alla Città in testimonio ed esplicazione della benignità ed amor suo verso di questa Città e Regno di Napoli tutto il sopradetto l’ho visto con gli occhi e toccato con mano esser la pura verità.
El Rey.
Por quanto haviendose nos suplicado por parte de la nuestra ciudad y Regno de Napoles fuesemos servido declarar nuestra intencion cerca las cosas de heresia que alli succediere. Por ende por tenor de la presente deximos y declaramos no haver sido ni ser de nuestra mente ò intencion que en la dicha ciudad y Reyno se ponga la Inquisicion en la forma de España, sino que se proceda por la via ordinaria como esta aqui, y que assi se observara y complira con efecto en lo adelante, sin que en ello haya falta, en testimonio de lo qual mandamos dar la presente firmada de nuestra mano y sellado con nuestro sello secreto. En Madrid à diez dias de Marzo 1565. Yo el Rey.—Vt Figueroa Rs.—Vt Soto Rs.—Vt Vargas Secretarius.—Locus Sigilli.—Declaracion de que no se pondra en la Ciudad y Reyno de Napoles la Inquisicion en la forma de España.