— Desiderate parlarmi? — domandò.
— Infatti.
— Non ho capito il vostro nome.
— Morrow. Casey Morrow.
— Dite di avere notizie di mia figlia?
Nella sua voce era palese un tremito, per quanto lieve. Si sarebbe detto che ritenesse indecoroso manifestare emozione di fronte agli estranei, se pure a volte non riusciva a celarla.
— Sta bene — spiegò Casey con prontezza. — Non le è successo nulla.
Era naturale che non gli gettasse le braccia attorno al collo e che non parlasse per qualche secondo. Guardava le lontane colline, limitandosi a mormorare: — Dio sia ringraziato. — In breve tuttavia si sarebbe ricordata della sua presenza, cominciando a far domande, per cui Casey decise che tanto valeva farla finita. Il custode era rimasto nel granaio e, nel caso che fosse stata necessaria una rapida ritirata, l’automobile era a portata di mano.
— So che cosa state pensando — le disse. — Vi chiedete chi sono e come mai so tante cose. Vi chiedete perché vostra figlia non è qui di persona, se sta bene.
— Forse lo so — rispose in tono calmo.