Parlando, si era voltata verso di lui, e Casey non riuscì a distogliere lo sguardo da quello di lei. Dai suoi occhi trasparivano sentimenti troppo varii e troppo profondi per essere capiti, ma Casey ne afferrò in parte il significato, tanto chiaramente da provarne un senso di sgomento.
— Voi siete l’uomo che mia figlia incontrò in quel bar, immagino.
Così, senza preavviso, le parole fecero l’effetto di una martellata; tuttavia annui.
— Da allora siete sempre stato con lei?
— Sì.
— Allora ditemi… senza nascondermi nulla, per piacere. — La signora Brunner esitò, ma soltanto per un attimo; quindi riprese: — È stata lei a uccidere suo padre?
Che cosa si può dire a una donna il cui marito è stato assassinato e la cui figlia è scomparsa da una settimana? Che cosa si può dire, Casey Morrow? Cercò di riprendersi dallo spavento che gli avevano procurato le brusche parole e gli pareva di stare uscendo dall’effetto di un anestetico. Ecco dunque quanto la signora Brunner aveva sempre sospettato. Non lui, non il “misterioso uomo in grigio”, ma la propria figlia. Perché? Senza riflettere pronunciò la domanda ad alta voce, ma la risposta non venne. La donna pareva d’un tratto assente e pur senza muoversi si era allontanata.
— Chi siete, signor Morrow?
— Più o meno nessuno.
— Però conoscete l’indirizzo di mia figlia.