— Appunto.
— Capisco. — Il viso di lei era molto pallido, ma non rifletteva paura. — E quanto volete per darmi l’informazione?
Strano a dirsi, l’idea di una simile proposta non gli era mai balenata, eppure la supposizione della signora Brunner non era affatto priva di logica. Ad ogni modo, era senz’altro una domanda più facile di quella precedente, alla quale non voleva neanche pensare.
— Non tengo prigioniera vostra figlia per ottenere il riscatto, se è questo che pensate — disse. — La signorina è libera di tornare a casa quando vuole. È questo anzi il guaio: non vuole tornare. Non sa neppure che io sono qui. — Se le sue parole furono fonte di stupore, la signora Brunner non ne diede segno. — Non volevo che rimaneste in ansia — aggiunse.
— In ansia? — L’ombra di un sorriso increspò le labbra di lei.
Casey notò che la sua bocca era larga, dall’espressione volitiva, ma nel suo sorriso aleggiava qualcosa di tragico.
— Lo so — riprese in fretta — è passata quasi una settimana. Io volevo mettermi in contatto con voi anche prima, ma non mi è stato possibile. Phyllis…
Esitò. Non era necessario raccontare proprio tutto, sebbene la donna gli facesse compassione.
— Dite pure, signor Morrow.
— La signorina aveva paura.