— Della polizia?
Ecco di nuovo il poco larvato sospetto.
— No, non della polizia. Ha paura dell’assassino di suo padre.
Allora, accadde una cosa… una cosa che mise Casey in allarme. La signora Brunner non fiatò, ma il suo viso subì un mutamento, una luce interna parve illuminarlo, ma quella luce si spense subito.
— Si direbbe che sappiate ben altro che il recapito di mia figlia — disse alla fine. — Forse potremmo continuare la conversazione in casa.
“Cerca di guadagnare tempo” pensò Casey. “Cerca di farsi un giudizio su di me, come sto facendo io con lei. Non le sarà però possibile tendermi un tranello e andare al telefono.” Del resto, non pareva essere quella la sua intenzione. Lo guidò lungo il sentiero inghiaiato, fiancheggiato da arbusti e cespugli, fino a due porte-finestre, e lo fece entrare in una grande stanza accogliente dai pannelli in legno di pino, rallegrata da stoffe a fiorami e da un gaio fuoco che divampava nel camino. Casey concluse che dovesse essere la biblioteca o lo studio, e l’atmosfera era proprio indicata per togliersi le scarpe e mettersi a proprio agio su uno dei comodi divani, con un libro. Lui non era molto amante della lettura, ma era un tipo di stanza che infondeva quel desiderio, che disperdeva ogni spavento o nervosismo. Un luogo dove era difficile concentrare il proprio pensiero su un delitto.
— Un caffè? — chiese la signora Brunner calmissima, come se avesse avuto a che fare con un normale visitatore. — O forse non avete fatto colazione?
— Non faccio mai la prima colazione — disse Casey. — Però se voi prendete un caffè…
L’andamento della casa era quello. Poco dopo avere ordinato una cosa la si vedeva apparire su un vassoio d’argento, e Casey si chiedeva che effetto gli avrebbe fatto passare l’infanzia in un ambiente come quello. L’aroma del caffè superava perfino quello di mamma, forse perché non era accompagnato da un diffuso sentore di birra, e il sapore era degno del profumo. Mentre beveva, non lasciò riposare il proprio cervello, e soltanto quando la tazza fu pressoché vuota cominciò a sentir pesare su di sé lo sguardo della signora Brunner.
— Suppongo che siate ansiosa di avere notizie di Phyllis — disse. Non si accorse neppure della familiarità con cui pronunciava quel nome.