— Non capisci! — proseguì Phyllis. — Carter Groot è morto, e quando sarai al corrente di ciò che sapeva…

Certe frasi non è necessario finirle.

16

Le undici. Casey chiamò dalla cabina telefonica del bar all’angolo, nel caso che Phyllis fosse curiosa, come palesemente era. La signora Brunner doveva essere seduta accanto al telefono perché rispose subito, e la sua voce all’altro capo del filo suonava un poco tesa e stanca.

— Ho riflettuto e vorrei parlarvi — disse.

— Noi due soli?

— Noi due soli.

Esistevano vari luoghi dove star soli, e date le circostanze Casey sapeva quale fosse il suo preferito: un piccolo ristorante, ritrovo di artisti, nella South Wabash Street. Da tempo non lo frequentava, ma non era cambiato nulla. Se ne stava seduto in una nicchia in fondo alla sala, quando la signora Brunner entrò, guardandosi attorno per andare a raggiungerlo non appena lo ebbe scorto. Era ormai mezzogiorno, e nel locale affollato, rumoroso e soffuso di deliziosi aromi, sedeva anche Maggie Doone a un tavolo in centro, da cui poteva osservare ciò che accadeva, gustando un piatto di “gulash”.

Era stata piena di comprensione, Maggie. — Sono davvero beata di non avere altro da fare che occuparmi di voi — aveva brontolato per telefono. — Suppongo che mi toccherà anche pagare la mia colazione. — Giustissimo, perché agli effetti della signora Brunner Casey non la conosceva affatto. Si sentiva tuttavia più a suo agio, sapendo che era a tiro una persona pronta a fargli cenno nel caso che il concetto di una solitudine a due implicasse per la signora Brunner la presenza di Lance o di un paio di uomini della Squadra Omicidi.

Era vestita di nero. Il tipo di donna a cui il nero si addice, che indossa qualsiasi cosa con eleganza e ne è conscia, pur mostrando di non dare troppa importanza alla cosa. Eppure non bastavano la dignità, l’educazione e la misura, frutto di sette generazioni aristocratiche, per celare la lotta che si svolgeva in fondo ai suoi occhi, quegli occhi profondamente cerchiati, che tradivano l’insonnia. Volle soltanto un caffè e poi disse: — Ho riflettuto su quanto mi avete raccontato e mi sembra che siate un giovanotto ostinato.