— E’ un complimento?

L’ombra di un sorriso allentò la tensione. — Non ha importanza — replicò. — Ciò che conta, invece, è che non ho intenzione di sottovalutarvi. Mi sembrate capace di scovare qualsiasi informazione, quindi tanto vale essere sinceri. Parlo di Lance, s’intende. Voi continuerete a stargli alle costole, immagino.

— Senz’altro. — Il tono di Casey non ammetteva replica.

— E allora cercherò di agevolarvi il compito. Avete ragione su un punto: centomila dollari erano troppi per quella proprietà. Ne bastavano trentacinquemila.

Non pareva affatto seccata, e si sarebbe detto che Gorden fosse colpevole semplicemente di avere trascurato un semaforo rosso o di avere infilato la macchina in una via a senso unico. Casey capi che per lei non era stata una sorpresa, che l’aveva sempre saputo.

— Ieri non sono stata del tutto sincera con voi — prosegui, — Andai a vedere la proprietà e, per quanto poco mi intenda di affari, ebbi dei sospetti. Assunsi qualche informazione e venni a sapere che era stata venduta per trentacinquemila dollari, sei mesi prima che Lance concludesse l’affare.

— Sicché, lo sapete da un pezzo!

— Da molti mesi.

— E continuate a ritenere che Gorden sarebbe un genero ideale?

Lo stupore di Casey era paragonabile alla serenità di lei. Il vago dolce sorriso che le increspava le labbra suscitava in lui il desiderio di picchiare il pugno sul tavolo. Quella donna era pronta a subire qualsiasi cosa: avrebbe sempre offerto l’altra guancia, si sarebbe sempre lasciata truffare da Gorden o da qualsiasi altro imbroglione.