— Chi lo vuole?
— Io, ve l’ho già detto.
— Non c’è.
Dopo una rapida occhiata tutt’attorno, Casey intravide una porta aperta che conduceva al bar, e decise che quel tipo d’indagine dava davvero una bella sete.
— Aspetterò — disse.
— Non so quando tornerà.
— Aspetterò ugualmente.
Il whisky non era di buona qualità, ma se non altro dissetava. Dopo circa venti minuti di attesa a un capo del bancone, notò con stupore di avere le mani umide di sudore e concluse che fosse dovuto all’orgasmo, in previsione non sapeva neppure lui di che cosa. Ordinò un altro whisky e lo sorseggiò lentamente, ansioso che le cose cominciassero a mettersi in moto. Chi era questo Victor Vanno? Che aspetto avrebbe avuto? Che cosa avrebbe detto? Il barista pareva poco loquace, ma Casey aveva deciso che valeva comunque la pena di tentare, quando la porta che dava sulla strada si aprì, e una donna grassoccia dagli arruffati capelli rossi si accostò al bancone. Non era sbronza, ma neanche del tutto lucida, se parlava tra sé.
— Fuori dai piedi, mi ha detto, non mi seccare. Vi pare il modo di parlare, dico io?
Non ottenne risposta, ma era previsto, in quanto non si rivolgeva a nessuno in particolare, e il barista si limitò a riempire un bicchiere di birra facendolo poi scivolare verso di lei con un gesto che denotava l’abitudine.