— Arie da granduca! Vi dico io… — Tacque il tempo sufficiente per ingollare la birra con un’unica sorsata, che lasciò Casey stupefatto, quindi si asciugò la bocca con il dorso della mano. — Non permetto a nessuno di maltrattarmi — riprese. — No davvero. Adesso vado a dire a quel figlio di…
Il barista fece: — Ehi!
Stava già avviandosi verso l’ingresso dell’albergo e ristette per volgere il capo, urlando: — Pagherà Vanno. Pagherà ben altro, prima che io abbia finito con lui. Non permetto a nessuno di maltrattarmi.
Vanno. A Casey non occorreva altro. Si lasciò scivolare giù dallo sgabello e seguì la donna nell’ingresso, ma lei non si diede la pena di accostarsi al banco del portiere. Sapeva dove andare, e Casey le stava alle calcagna. Le scale conducevano a un corridoio stretto e buio, e la donna, dopo aver sorpassato tre porte, si fermò e prese a girare violentemente la maniglia della quarta. L’uscio non si apri.
— Vanno! — chiamò allora.
Quindi, con voce fattasi improvvisamente melata: — Vanno, tesoro, aprimi.
Casey le diede trenta secondi prima di accostarsi a sua volta per dire: — Andiamo Vanno, aprite.
Dall’altro lato dell’uscio si udirono dei passi avvicinarsi alla porta e soffermarsi indecisi. Quando l’uscio si socchiuse, Casey ebbe l’impulso di farsi da parte, perché contro la luce si stagliava un uomo gigantesco. Vedendo le sue spalle, provò un formicolio alla nuca. Il volto gonfio per il sonno e per le troppe libagioni gli era ignoto, ma avrebbe riconosciuto quelle spalle ovunque. Casey Morrow non era tipo da dimenticare un aggressore, che lo aveva accarezzato con uno sfollagente.
— Ti ho già detto di levarti dai piedi — brontolò Vanno, lanciando un’occhiataccia oltre Casey e cioè in direzione della donna, che adesso esitava in un angolo a bocca aperta. — Chi ti sei tirato dietro? Che trucchi stai tentando? — Non fece neppure caso al bofonchiare di lei e indietreggiò di qualche passo, in modo che la luce proveniente dalla stanza illuminasse in parte il corridoio. Casey sentì di essere stato riconosciuto e intanto cercava di ricostruire come erano andate le cose. Gorden e il suo domestico si erano riferiti a vicenda una chiara descrizione dei loro misteriosi visitatori, e l’amico Vanno aveva avuto l’incarico di fare la spedizione alla Erie Street. Ora Vanno stava ricordando e la faccenda potevano complicarsi.
— Salve — fece, entrando nella stanza. — Vi secca se entro?