Non è che si sentisse molto coraggioso, anzi, cominciava ad apprezzare la bibita rincorante bevuta al bar. La donna entrò alle sue calcagna, e non appena Vanno ebbe richiuso la porta, la stanza apparve di colpo molto affollata.
— Il vostro alloggio mi delude — osservò Casey. — Ma forse al giorno d’oggi anche centomila dollari fanno poca strada.
— Che cosa volete? — chiese l’altro. — Chi vi manda?
— Nessuno, è stata un’idea mia.
— Dovreste stare più attento alle idee che vi vengono.
Vanno non doveva possedere un’intelligenza spiccata, ma gli avevano detto che l’uomo dall’impermeabile e dal cappello marrone significava guai, e tanto gli bastava. Attraverso la giacca sbottonata, Casey intravedeva la fondina sotto l’ascella.
“Con tutti quei muscoli che bisogno ha di essere armato?” disse tra sé. “Sta’ a vedere che non sono io l’uomo più spaventato del mondo.”
— Non so come mai voi laviate i panni sporchi di Gorden — osservò — ma si direbbe che non vi paghi poi tanto.
— Chi sarebbe Gorden?
— Un tizio un po’ nervoso, anzi nervosissimo. Personalmente non mi garberebbe di trattare affari con uno dai nervi tanto poco solidi. Secondo me ha un complesso di colpa, e non mi stupirebbe se parlasse nel sonno, soprattutto quando la temperatura scotta. La donna dai capelli rossi chiese: — Caro, chi è questo tipo?