Ecco, dunque. Gorden conosceva i suoi polli, essendo un avvocato, sapeva tutti i precedenti di Vanno.

— Inflazione — ribatté Casey ad alta voce. — Un giorno ottenete un’opzione su una proprietà in cattivo stato, in procinto di essere venduta per pagare le tasse, e, sei mesi più tardi, la signora Brunner l’acquista per centomila dollari. Un affare davvero eccellente. Quando lo scoprì il vecchio Brunner?

Vanno urlò: — Non potete provare nulla contro di me.

— Sagge parole.

Vanno, adesso, si era rialzato, ma la situazione aveva subìto un capovolgimento, ed era Casey a impugnare la rivoltella. — Dov’è Groot? — domandò.

— Andate all’inferno.

— Credete che lo troverò là?

— Può darsi.

— Voi dovreste saperlo.

Un campanello stava tintinnando nella testa di Casey, un campanello che diceva: “fila, fila a gambe. Phyllis aveva ragione. Groot è morto, e quello è uno stato che può diventare contagioso”. Comunque, Vanno non gli occorreva più, e qualunque cosa avesse sperato di appurare era diventata fin troppo chiara, non appena aveva riconosciuto quelle spalle. I vari pezzi s’incastravano l’uno nell’altro. Anche la signora Brunner ormai doveva lasciarsi convincere, e lei era l’unica persona che potesse mandare a carte quarantotto l’alibi di Gorden.