Per quanto grande fosse il suo desiderio di scappare, lui non era tipo da voltare le spalle a chicchessia. Sull’altro lato della stanza c’era un armadio-ripostiglio, con la chiave nella serratura, e, quando aveva una rivoltella in pugno, Casey si sentiva sempre in forma.

— Mi addolorerebbe che voi due vi lasciaste — disse, indicando lo sportello dello sgabuzzino con l’arma — e, a volte, questi piccoli litigi si risolvono restando a tu per tu.

Quando girò la chiave con un sospiro di sollievo i due, chiusi nell’armadio-ripostiglio, protestavano con grande energia di linguaggio, ma Casey trovava per la prima volta la stanza abbastanza grande per respirarci agevolmente.

Fuori, per fortuna, regnava una quasi totale oscurità, e, dopo essersi ripreso l’auto al parcheggio, si avviò in direzione nord-ovest alla massima velocità concessa dal traffico, perché voleva a tutti i costi mantenere l’impegno preso con la signora Brunner. Ora voleva mantenerlo a tutti i costi. Mentre procedeva verso la taverna di Big John fu preso dal panico. E se Vanno fosse riuscito a liberarsi? E se Gorden, avendo sentore di quanto stava accadendo, lo avesse allontanato dalla città? Via, era proprio sciocco: i fatti erano fatti, e, anche ammesso che ne avesse avuto il tempo, Gorden non avrebbe potuto cancellare ogni pista. Del resto, se la signora Brunner aveva taciuto, il tempo gli sarebbe mancato in modo assoluto.

Quando arrivò a destinazione, la taverna era illuminata a giorno, e proprio davanti all’ingresso, sotto il lampione, era parcheggiata una lucente macchina nera della polizia. Casey aveva già rallentato e procedeva a passo d’uomo quando l’avvistò. Fu pronto a innestare la seconda per fare il giro dell’isolato, ma quando ripassò, la macchina c’era ancora. Non gli garbava. La taverna non era uno di quei locali tenuti d’occhio dalla polizia. S’infilò nel vicolo e andò a fermarsi accanto all’autorimessa in mattoni gialli, pensando che se gli fosse riuscito di entrare alla chetichella dal retro e salire da Phyllis… Prima doveva però liberarsi di una cosa. Trasse di tasca la rivoltella di Vanno e dopo essersi guardato attorno la lanciò sul tetto piatto della rimessa. Un giorno o l’altro era possibile che un proiettile di quell’arma venisse rinvenuto in un cadavere ripescato dal fiume o dal lago, e lui non voleva correre rischi di essere coinvolto.

Attese finché il suo respiro divenne più regolare, poi aprì la porta sul retro e attraversò senza far rumore la cucina, avviandosi verso le scale.

Un uomo dall’impermeabile grigio sgualcito uscì da dietro il tavolo. — Salve — esclamò il tenente Johnson. — Avevo il presentimento che sareste capitato da queste parti.

17

Pareva tanto innocuo, con la fetta di prosciutto affumicato in una mano e un panino nell’altra, che Casey capì subito come i nodi stessero venendo al pettine. Non era forse un poliziotto? C’era da stare in guardia, trovandosi un poliziotto in cucina, tanto più se ci si chiamava Casimir Morokowski.

Unendo pane e prosciutto, Johnson osservò: — Comincia il freddo e dà appetito. Del resto, non ho ancora pranzato.