— State facendo gli straordinari? — domandò Casey.
Domanda sciocca. Johnson si limitò a guardarlo, e fu sufficiente.
— John mi dice che siete tornato dalla California venerdì.
— Venerdì? Non ricordo.
— Strano. — Il tenente s’interruppe per mordere il panino. — Avete una guida interna grigia, se non sbaglio? — aggiunse.
— Esistono anche in California.
— Però non hanno la targa dell’Illinois.
Adesso Casey capiva. Sabato sera Johnson non era venuto per caso in visita. Si era ricordato, eccome, dell’individuo scorto all’albergo prospiciente il lago. Come avesse trovato le sue piste era un mistero, ma non dubitava che gli sarebbe presto stato chiarito. Alla polizia, probabilmente, poiché la mossa successiva sarebbe stata quella. Attese, mentre Johnson andava a prendere la tazza di caffè lasciata sul tavolo, ma poi qualcosa nello sguardo di lui lo indusse a voltarsi. Mamma era ritta sulla soglia, con il vecchio scialle azzurro sulle spalle e le consunte pantofole di feltro ai piedi.
Disse: — Casimir…
Una sola parola che ne racchiudeva tante. “Sei tornato, sei qui, e un poliziotto ti aspetta, come avevo temuto. Sapevo che c’era qualche guaio.”