— No, non mi occorre niente. Se Paula torna…
Parlava al muro, perché mamma si era già richiusa l’uscio alle spalle e scendeva le scale col suo passo strascicato.
Casey sapeva che era necessario andare via subito, ma prima doveva accertarsi. Tornò in camera da letto, ma di Phyllis erano rimasti soltanto gli abiti. Nessun biglietto. Se n’era andata, ma dove? La sera prima lo aveva supplicato di portarla via e adesso era scomparsa come se fosse stata spinta da un grande terrore. Casey fissava il vuoto e cercava di trovare una risposta, ma era necessario rimandare il problema a un altro momento. Ora si trattava di affrontare nel miglior modo quella scala sul retro.
Per andare dalla taverna di Big John, alla fattoria nei dintorni di Arlington Heights, il percorso era lungo, specie in una rigida notte di novembre, ma Casey non lo trovava affatto lungo, visto che arrivava a mani vuote. Nei pressi della Milwaukee Avenue si fermò per telefonare a Maggie, pur sapendo che non sarebbe servito a nulla. No, non aveva visto Phyllis e, per di più, non ci teneva affatto a vedere né lei né Casey Morrow, grazie! Eppure, mentre parlava una vaga inflessione della sua voce lasciava intendere che condivideva le sue ansie, e per Casey era già un conforto. Si sentiva meno solo.
Per il resto del viaggio poté riflettere e gli pareva di avere ormai un quadro chiaro della situazione. Doveva per forza essere stato Gorden — oppure Vanno, ma in fondo era lo stesso — a uccidere Brunner. Questi doveva in qualche modo avere scoperto che tipo fosse Gorden, mettendogli poi alle costole Groot per ottenere le prove. Casey lo trovava un modo di agire logico, perché sarebbero occorse prove di ferro per convincere la signora Brunner che Gorden non era una perla d’uomo. Appena questi si era accorto di quanto stava accadendo, doveva avere capito che occorreva ricorrere all’omicidio per salvare la possibilità di sposare il patrimonio Brunner.
Tutto collimava. Occorreva soltanto la dichiarazione della signora che Gorden non era stato con lei la notte del delitto. Questa affermazione, abbinata a quanto gli aveva raccontato sull’acquisto del terreno, avrebbe convinto anche un tipo ostinato come il tenente Johnson; però c’era un incaglio. La signora Brunner probabilmente non sarebbe stata d’umore adatto ad agevolarlo, vedendolo comparire senza Phyllis.
In questo turbinìo di pensieri aveva svoltato nel viale della villa cintata dalla palizzata bianca e si stava inoltrando nel sentiero inghiaiato per andare a suonare il campanello.
L’uomo che la volta precedente indossava calzoni di cotone e camicia a scacchi, ora vestiva di nero, ma a parte quello non era mutato. Aprì la porta, accigliato come sempre, e lo fece entrare. Evidentemente Casey era atteso, ma l’atmosfera non pareva troppo cordiale, e prima di entrare in biblioteca intuì che qualcosa non andava. Il suo presentimento non valse tuttavia a preparargli l’animo allo choc che l’attendeva oltre la soglia.
La stessa stanza chiara a lui già nota, un fuoco che crepitava allegramente nel camino, luci artisticamente diffuse, ambiente caldo e accogliente. Molto accogliente. La signora Brunner che si alzava dalla poltrona a fiorami per riceverlo. Lance Gorden sdraiato comodamente su uno dei larghi divani, e Phyllis, proprio Phyllis, rannicchiata in posa affettuosa contro il braccio di lui.
Accogliente e piacevole come un pugno nello stomaco.