— Riguarda voi.

Con voce che suonava stranamente calma, in quell’atmosfera quasi di follia, la signora Brunner propose: — Forse il signor Morrow sarebbe disposto ad accettare un assegno.

— Hai veramente intenzione di pagarlo? — domandò Gorden.

— Date le circostanze, mi pare inevitabile.

— Meno male che qualcuno ci vede chiaro — disse Casey. — Dolente, però, ma il signor Morrow non accetta assegni. Solo contanti, e appena li avrà in tasca, filerà per lidi ignoti. Sono certo che questa notizia vi fa piacere, Gorden.

Avvicinatosi ad una piccola scrivania accanto alla finestra, Casey scrisse un indirizzo su un foglietto di carta. Si era quasi dimenticato l’appartamentino, ma l’affitto era pagato per un mese, aveva la chiave in tasca e, poiché era necessario stabilire un luogo d’incontro, preferiva sceglierne uno che gli fosse noto e di cui conoscesse a fondo le entrate e le uscite. Pur non prevedendo guai da parte di Gorden, visto che la frusta l’aveva per il manico la signora Brunner che pareva impressionata dalla minaccia di pubblicità, trovava che non si può mai essere troppo prudenti nel prendere accordi con un assassino. Strano come pareva ormai trascurabile l’uccisione di Brunner. Se ne infischiavano tutti.

Porgendo l’indirizzo a Gorden, gli spiegò: — Domani sera verso le cinque e mezzo c’è un treno, e io riuscirò a prenderlo o no secondo la rapidità con cui mi consegnerete il regalo d’addio. Me lo porterete voi in persona, perché ho conosciuto i vostri amici e ci siamo reciprocamente antipatici.

— C’è altro? — Il tono di Gorden era aggressivo.

— Non credo. Ai giornali per il viaggio provvederò io personalmente.

— Allora posso andare dalla mia fidanzata, che mi è parsa piuttosto sconvolta.