— Peggio per voi — ribatté Casey.
Nella stanza erano rimasti in due, e si sentiva meno sicuro di sé. Moriva dalla voglia che qualcuno gli offrisse una bibita, ma sapeva che al caso sarebbe stata condita con l’arsenico.
Era necessario filare al più presto, il senso di vuoto che regnava nella camera lo opprimeva.
— Signor Morrow… un momento.
Già avviato verso la porta Casey ristette e si voltò. Il fuoco era semispento, ma gli occhi della signora Brunner erano tutt’altro che spenti. A guardarla bene, pareva essere invecchiata in quei pochi minuti, e gli faceva un effetto strano e penoso il constatarlo, perché fino ad allora gli era parsa una donna senza età.
— Vorrei parlarvi… da solo.
— Semplicissimo… sono sempre solo.
Fissandolo con i suoi occhi grigi, ombreggiati da scuri aloni creati dall’ansia, gli disse con semplicità: — Voi siete innamorato di Phyllis e il matrimonio c’è stato veramente.
Non erano domande, le sue, ma asserzioni.
— Se ne siete tanto sicura, significa che ne sapete più di me — obiettò Casey.