— Sono pronta ad ammetterlo — disse lei, guardandolo in faccia.
— Vi ho soltanto riferito quanto lei ha raccontato a me. Non ho avuto tempo di procedere a controlli.
— Sarebbe proprio tipico di Phyllis. È sempre stata una bambina impulsiva.
Quella frase aveva un suono sciocco e anche lei doveva essersene accorta. Phyllis non era più una bambina, e, quanto all’impulsività, era meglio non parlarne. Casey serrava già la mascella per andare all’attacco, ma la signora Brunner lo prevenne, dicendo: — Rimane comunque il fatto che voi ne siete innamorato. Lo so da quando siete venuto qui ieri.
— Non ha importanza. — La voce di lui sonava amara.
— Ne ha, invece. L’uomo accecato dall’emozione agisce raramente con saggezza.
— Non ho mai agito con saggezza in vita mia — protestò Casey — innamorato o no, spinto dall’emozione o no. Ito però fatto un patto con Gorden e se lui non manterrà l’impegno scatenerò il finimondo. Sono stufo di essere braccato, stufo di braccare. Urlerò i fatti ai quattro venti e starò a vedere il risultato.
Era facile parlare su quel tono, sapendo che nella cucina di mamma aspettava un certo Johnson e che Phyllis gli aveva lasciato il vuoto attorno.
La signora Brunner, però, che non si lasciava sviare tanto facilmente, disse con calma: — Capisco ciò che provate. A volte sono stata ingannata anch’io.
— Alludete a Lance Gorden? — domandò Casey stupito.