— Sarete molto vecchia prima di trovarne uno che mi valga. Come me non ne troverete altri, Maggie.
Aveva voglia di piangere. Avrebbe voluto chinare la testa come un bambino e sfogare tutto il suo dolore, ma non c’era tempo. La polizia pullulava già nel suo appartamento in cerca di piste, e quindi restava poco tempo per provvedere al necessario. Dopo, nulla avrebbe più avuto importanza.
— Casey!
Maggie sapeva che cosa bisognava fare. Era evidente dal modo con cui gli stringeva il braccio. — Non tornate da lei! Non fate lo sciocco.
— Sono sciocco, invece — ribatté Casey con un sorriso, sollevandole il mento con due dita. — È proprio quanto vi stavo dicendo.
— Ma non potete essere sicuro che sia stata Phyllis. Non l’avete vista.
— Per questo vado ad accertarmene.
— E poi?
Certe domande erano troppo stupide e non valeva la pena di rispondere. Che importava? Era solo questione di tempo, prima che il tenente Johnson dagli occhi azzurri rintracciasse Casey Morrow; nessuno al mondo avrebbe prestato fede al suo racconto. Prima o poi la morte lo attendeva. Capita a tutti. Strinse ancora un momento fra le dita il mento di Maggie, poi le accarezzò lievemente il buffo viso tondo. — Non capisco una cosa — mormorò. — Non capisco voi, Maggie. Come mai vi trovate invischiata in questa storia? Perché non siete andata per i fatti vostri?
Maggie riuscì a tirar fuori un sorriso un poco ironico. Era abbastanza saggia per capire quando non è più il caso di discutere.