La guardava e pensava che mai demonio era stato così bello. — Che profumo adoperi? — le chiese. — Deve chiamarsi “Bacio della morte”.

Forse l’immagine riflessa nello specchio era irreale. Phyllis sentiva che occorreva voltarsi, ma aveva paura e non mascherava più il suo terrore.

— Che cosa fai qui? — riuscì a dire finalmente. — Che cosa è successo? Dov’è Lance?

— Per quel che ne so io è ancora dove l’hai lasciato tu, con una pallottola in testa.

— No!

— Non preoccuparti. Nessuno saprà mai che sei stata tu. Sulla rivoltella ci sono le mie impronte, lo sai bene. Non ho premuto il grilletto com’era stato deciso, ma ho tenuto in mano l’arma. Sono stato più fortunato di Gorden: la mia era carica.

Casey depose sul tavolo la spazzola e prese il lungo tappo appuntito di una delle bottiglie di cristallo, annusando poi il profumo pungente con un sorriso ironico. — Dovrei forse essere lusingato — aggiunse. — Mi hai per lo meno concesso di vivere per un po’.

— Non capisco di che cosa parli — protestò Phyllis. — Non mi sono mai mossa di qui.

— Di’ pure. Mi hai convinto a fare tante cose, perché smettere?

— Ti sto dicendo la verità!