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Dopo l’urlo di Phyllis, il silenzio si abbatté sulla casa. Casey fissava quel corpo steso a terra, avvolto nella vaporosa vestaglia lilla, e attendeva che il silenzio cessasse. Parve essere passato un secolo quando risuonarono passi cauti nel corridoio e la porta si socchiuse lentamente.
Apparve la signora Brunner. Vide Casey che stringeva ancora il tappo di cristallo insanguinato, poi vide Phyllis sul pavimento. Casey invece vide soltanto la Luger puntata in direzione del suo petto. Ebbe l’impulso di ridere. Non aveva nulla di comico quella rivoltella, significava la morte per lui, ma tuttavia ebbe l’impulso di ridere. Era dunque sempre stato tutto così semplice. Le sue ipotesi erano state esatte, eccettuato su un punto: la signora Brunner e non Phyllis si era valsa di Lance Gorden per eliminare il marito, la signora Brunner e non Phyllis aveva chiuso Casey Morrow in una bella trappola senza via d’uscita.
La piccola mano inguantata di lei stringeva l’arma con fermezza. — Non muovetevi, signor Morrow.
Casey non si mosse. Si limitò a lasciar cadere il tappo di cristallo dalla punta insanguinata.
— È morta?
Nessuna emozione nella voce della donna. Nulla, come se lei stessa fosse morta da tempo.
— Non lo so.
— Accertatevene.
— Mio Dio — mormorò Casey.