— Siete scandalizzato?
— Non mi stupisce che avesse paura di tornare a casa.
— Non dovreste essere scandalizzato. Dopo tutto siete innamorato di lei e l’avete uccisa.
Casey cominciava a ricordare tante cose, cominciava a ricordare la reazione di lei alle prime notizie che le aveva portato di Phyllis e in che modo avesse difeso Gorden finché non era fallita l’aggressione, procedendo quindi a svelare i loschi retroscena di lui per salvare se stessa. Soprattutto ricordava come in ogni sua parola fossero trapelati i suoi sospetti nei riguardi di Phyllis. Lo ricordava ora, mentre una rivoltella era puntata contro di lui.
— Suppongo che tocchi a me adesso — disse.
— A suo tempo e dopo un regolare processo. Nel frattempo aspetteremo lo sceriffo che mi sono permessa di avvertire telefonicamente prima di salire qui.
— Eravate molto sicura del fatto vostro.
Un sorriso vago le increspò le labbra. Fece un passo avanti e il profumo traditore di Phyllis la seguiva come una scia. — Non siate stupido, signor Morrow — disse. — Vi sto aspettando fin da quando ho lasciato quel misero appartamento. Assomigliate molto a Lance: emotivo, pronto al panico. Sapevo benissimo come avrebbe reagito vedendo il rapporto dell’investigatore privato sulla scrivania di mio marito e sapevo anche come avrebbe agito oggi.
— Con qualche incoraggiamento — borbottò Casey. — E io che cosa dovrei fare… confessarmi colpevole di tre omicidi?
— Basterà uno.