— E quello commesso da voi, con la rivoltella che avete in mano? Controllano quel genere di cose, sapete?
Doveva tenere d’occhio la sua calma micidiale. Se si fosse incrinata, anche leggermente, sarebbe stato necessario agire in fretta. Era riuscito a spostarsi davanti al corpo di Phyllis ed era già un vantaggio, ma si sarebbe sentito più al sicuro dopo l’arrivo dello sceriffo.
— Peccato che siate tanto emotivo — spiegò la signora Brunner. — Se non aveste lasciato cadere la rivoltella, avventandovi su Phyllis in modo tanto selvaggio, io non avrei potuto raccattarla e tenervi a bada, fino all’arrivo delle autorità. Naturalmente — aggiunse con tono pieno di significato — se preferite tentare la fuga…
Chiaro, chiarissimo: lei aveva già pronta la versione da servire alla polizia e sarebbe anche riuscita a farsi credere. Fra la parola della signora Brunner e quella di Casey Morrow, chi avrebbe esitato? Tutto in lei, dalla sua posa al modo con cui stringeva la Luger, lasciava capire che ne era consapevole. Vestiva tuttora di nero e chissà per quanto avrebbe continuato a portare elegantemente il lutto del marito, della figlia e del quasi genero. Un lutto di lusso.
Vedendo che volgeva lo sguardo verso la figlia, Casey fu pronto a sviarla, dicendo: — Dev’essere terribile non avere denaro. Neppure i Morokowski si sono mai abbassati a tanto. — Le parole, però, non valevano più a distrarla. Fissava il corpo di Phyllis e l’improvviso balenio nei suoi occhi ammoniva Casey che era giunta l’ora. Il riflesso di fari d’automobile apparve sulla parete mentre una macchina svoltava nel viale, e se anche fosse stato lo sceriffo era troppo tardi. Un grido soffocato di sorpresa e Casey si era tuffato sulla rivoltella che già rimbombava fragorosa.
Era buio. Piano piano tornò la luce, e Casey sulle prime avvertì un dolore lancinante, un dolore che lo trafiggeva al fianco destro, quindi notò il soffitto, le pareti e per ultimo un uomo dagli scaltri occhi azzurri che lo scrutavano da sotto l’ala del cappello di feltro.
— Salve, Casimir — disse il tenente Johnson. — Avete fatto da paraurti a una pallottola, mi sembra.
Casey cercò di muovere il braccio destro, ma il dolore si fece più acuto. Imprecò fra i denti poi guardò di nuovo. Era proprio Johnson, ritto accanto al letto di Phyllis su cui giaceva lui.
— Da quando in qua siete sceriffo? — gli chiese.
— Non lo sono, ma ho avuto un invito speciale per questa festicciola. Una certa Maggie Doone ha telefonato alla centrale per dire che un idiota stava per cacciarsi in un mare di guai se non mi fossi precipitato qua a impedirglielo. La conoscete?