Per cambiare un poco aspetto, aveva soltanto la risorsa di mettere una camicia pulita e una. cravatta diversa. La maggior parte del suo bagaglio si trovava ancora al deposito della Stazione, e gli pareva quasi di udire Ernie descrivere un individuo che indossava un vestito di gabardine beige. Color sabbia, aveva detto il commesso raffinato, sabbia del deserto, molto elegante. Casey non aveva nessuna voglia di apparire elegante e soprattutto non voleva avere niente in comune con il tizio che Phyllis Brunner aveva raccattato al bar.

Stava già allungando la mano per prendere l’impermeabile (che almeno non era vistoso), quando la propria immagine riflessa nello specchio gli ricordò una cosa. Alzando il braccio destro, vedeva un’ombra scura sotto la manica, e d’un tratto gli tornarono in mente le parole di Maggie. “Era sporca.” La giacca era sporca, e lei l’aveva pulita. Gentile, ma la macchia riflessa nello specchio faceva riaffiorare alla sua mente la macabra fotografia del corpo di Brunner ripiegato su se stesso e dell’attizzatoio insanguinato, che sporcava il tappeto accanto a lui.

Sotto la manica della giacca. Rovesciò quella corrispondente dell’impermeabile e trovò quanto cercava. Maggie non aveva smacchiato altro: il sangue c’era ancora.

4

“Sono Casey Morrow, giovane uomo d’affari (o meglio, exuomo d’affari), appena arrivato da Los Angeles. Sono stato tutta notte in camera mia da bravo ragazzo, non ho mai visto Phyllis Brunner né ho avuto nulla a che fare con l’uccisione di suo padre. La manica della mia giacca non è sporca di sangue e non ho cinquemila dollari incriminati in tasca. Se vedo un poliziotto non ho nessun bisogno di aver l’aria colpevole e non ho ragione alcuna di fuggire…”

Quando l’ascensore giunse nell’atrio aveva a malapena finito di recitarsi questa litania. Uscì con passo frettoloso, adatto a chi vada a prendere un treno, e allontanò con un gesto l’inserviente che voleva prendergli la valigia.

— Faccio io — disse, avviandosi verso il banco della direzione.

“Se fossi stato furbo e avessi ricordato di aver pagato in anticipo avrei potuto dare la chiave a quel giovinastro. Ma forse è meglio così. Non mi pare di vedere nessuno che abbia l’aspetto del poliziotto… o mi sbaglio?”

Un uomo maturo, dal viso austero, stava parlando con un impiegato della direzione, appoggiato al banco. Occhi azzurri e cappello della stessa sfumatura, sotto la cui falda s’intravedevano i capelli grigi. Indossava un impermeabile grigio sgualcito e ormai piuttosto consunto e aveva un aspetto comune, quanto lo può avere un poliziotto. Casey stesso non avrebbe saputo spiegare questa sua erudizione in materia, ma sapeva di vedere giusto. Era inoltre presente una terza persona, un individuo piccolo, con un inizio di calvizie, vestito di scuro, con la cravatta a farfalla, e Casey non dubitava che rispondesse al nome di Ernie. In quel momento stava parlando lui:

— Personalmente — insisteva — non credo che troverete quel tizio registrato qui. Era al verde e contava ogni dollaro come se fosse l’ultimo.